Redazione di Palestine Chronicle
28 settembre 2026 Palestine Chronicle
L’Irlanda ha sconfitto Israele 3-0 in una partita della Nations League segnata da richieste di boicottaggio, proteste dei giocatori e diffusa solidarietà a livello nazionale con la Palestina
Concetti chiave
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Il portiere Gavin Bazunu si è ritirato dalla squadra dell’Irlanda, mentre i restanti giocatori hanno votato per andare avanti e giocare la controversa partita contro Israele.
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I giocatori irlandesi indossavano fasce nere al braccio, hanno rifiutato le strette di mano con i giocatori israeliani e hanno chinato la testa durante l’inno nazionale israeliano.
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Più di 160 atleti hanno appoggiato la richiesta di boicottare l’incontro, e circa 140 pub avrebbero rifiutato di trasmettere la partita.
Niente strette di mano, teste chine
Domenica la Repubblica d’Irlanda ha sconfitto Israele per 3-0 nella UEFA Nations League, dopo giorni di dibattiti interni tra i giocatori irlandesi e una crescente campagna che chiedeva il boicottaggio della partita a causa della guerra di Israele a Gaza.
La partita, giocata a Debrecen in Ungheria, è stata segnata fin dall’inizio da una serie di proteste da parte della squadra irlandese.
Secondo la BBC, i giocatori irlandesi e israeliani non si sono stretti la mano prima del fischio d’inizio, mentre i capitani Dara O’Shea e Manor Solomon non si sono scambiati i tradizionali gagliardetti. I giocatori irlandesi hanno anche chinato il capo durante l’inno nazionale israeliano.
NBC News ha riferito che O’Shea si è avvicinato al centro del campo con le mani dietro la schiena. Ha stretto la mano agli ufficiali di gara, ma non ha fatto il gesto di stringere la mano a Solomon.
Per di più i giocatori irlandesi indossavano fasce nere al braccio. L’amministratore delegato della Federazione calcistica irlandese (FAI) David Courell ha dichiarato che il gesto era “un segno di riconoscimento per tutte le vite perse” a Gaza.
Il Guardian ha descritto uno stadio in gran parte vuoto, con circa 150 tifosi israeliani presenti e solo una dozzina di tifosi irlandesi all’interno del complesso. Il giornale ha riportato che lo staff irlandese si è voltato verso gli spalti durante l’inno nazionale, mentre i giocatori hanno guardato verso il campo durante quello israeliano.
Bazunu rifiuta di giocare
La controversia aveva raggiunto un punto critico il giorno prima della partita, quando il portiere irlandese Gavin Bazunu si è ritirato dalla squadra.
Bazunu ha dichiarato di ritenere che “sarebbe sbagliato partecipare” a entrambe le partite contro Israele.
Secondo la NBC News, la sua decisione si basava sulla sua “convinzione personale che uccidere persone innocenti sia sbagliato”. Il suo ritiro ha intensificato un dibattito già acceso all’interno della squadra irlandese.
La BBC ha riferito che sabato i giocatori hanno tenuto una lunga riunione in hotel per decidere se la squadra dovesse disputare la partita. La conferenza stampa programmata è stata rimandata di oltre cinque ore a causa delle discussioni.
Alla fine i giocatori hanno votato per giocare, e Courell ha affermato che la proposta di procedere era stata approvata a “netta maggioranza”.
Al Jazeera ha riportato che sembra che otto giocatori abbiano votato contro la partecipazione, sebbene Bazunu sia stato in definitiva l’unico giocatore della squadra a ritirarsi.
L’allenatore dell’Irlanda Heimir Hallgrimsson ha poi sottolineato che non si era fatta alcuna pressione perché Bazunu cambiasse la sua decisione.
“Nessuno ha messo in discussione la sua decisione”, ha detto Hallgrimsson.
Secondo la BBC il portiere tornerà in squadra per la partita dell’Irlanda contro l’Austria, ma non parteciperà alla seconda partita contro Israele.
L’Irlanda segna tre gol in 11 minuti
La controversia politica è continuata anche durante la partita, ma l’Irlanda ha rapidamente preso il controllo del gioco.
Troy Parrott ha aperto col primo gol al 14° minuto, prima che Adam Idah raddoppiasse il vantaggio due minuti dopo. Jack Moylan ha segnato il terzo gol per l’Irlanda al 25° minuto.
Dopo aver segnato, Moylan si è tolto la fascia nera da capitano e l’ha baciata, prima di baciare lo stemma irlandese sulla maglia.
La NBC News ha riportato che la tensione è aumentata intorno all’ora di gioco in seguito a un alterco tra Idah e Raz Shlomo, ed entrambi i giocatori hanno ricevuto un cartellino giallo.
Il Guardian ha riportato che al termine della partita alcuni tifosi israeliani hanno intonato cori a sostegno dell’esercito israeliano.
Hallgrimsson ha poi affermato che i giocatori irlandesi sono riusciti ad attirare l’attenzione internazionale sulle proteste legate all’incontro.
“Hanno mostrato il loro sostegno alla protesta, hanno sensibilizzato il mondo intero, non solo l’Irlanda, sull’argomento, e questo è normalmente il motivo per cui si protesta, per sensibilizzare l’opinione pubblica su una situazione”, ha dichiarato all’emittente irlandese RTÉ, secondo quanto riportato dalla BBC.
Una campagna di boicottaggio che va oltre la nazionale irlandese
Il dibattito all’interno della nazionale era solo una parte di una campagna molto più ampia in Irlanda che chiedeva l’annullamento della partita.
Più di 160 sportivi irlandesi avevano firmato una lettera aperta organizzata da Irish Sport for Palestine, esortando la nazionale a non giocare contro Israele, secondo quanto riportato da Al Jazeera. La campagna faceva seguito a mesi di pressioni sulla FAI (Federazione calcistica irlandese).
Secondo la BBC la Federazione aveva approvato a novembre una mozione che chiedeva alla UEFA di sospendere Israele dalle competizioni europee. La UEFA ha respinto anche una successiva richiesta irlandese di tenere separate Irlanda e Israele nei futuri sorteggi delle competizioni.
Nonostante la precedente richiesta di sospensione di Israele, la FAI ha votato a luglio per farle disputare le partite della Nations League.
Al Jazeera ha riferito che la decisione è stata approvata con 75 voti favorevoli, 32 contrari e tre astensioni, a causa dei timori che un eventuale rifiuto di giocare potesse comportare sanzioni per il calcio irlandese.
L’emittente ha anche riferito che il 93% dei membri della FAI aveva sostenuto la precedente mozione per la sospensione di Israele. L’opposizione si estende anche ai tifosi.
Un sondaggio citato da Al Jazeera ha rilevato che il 76% dei tifosi irlandesi intervistati si opponeva allo svolgimento della partita contro Israele. Tra i membri della Professional Footballers’ Association of Ireland, il 63% ha votato contro la partita.
Il movimento BDS e le richieste di sospendere Israele
La campagna contro la partita si è legata anche a richieste più ampie di esclusione di Israele dallo sport internazionale.
La campagna “Stop the Game” di Irish Sport for Palestine ha chiesto alla nazionale irlandese di boicottare Israele e ha sostenuto le richieste affinché gli organismi sportivi sospendano le squadre israeliane dalle competizioni internazionali.
La campagna riflette la più ampia strategia palestinese di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) che mira a fare pressione sulle istituzioni affinché interrompano le normali relazioni con Israele a causa del trattamento riservato da Israele ai palestinesi.
Per gli attivisti, quindi, la controversia va oltre la questione se i giocatori irlandesi compiano o meno gesti simbolici durante la partita. La loro richiesta è che le istituzioni sportive e le nazionali rifiutino le normali relazioni sportive con Israele.
Circa 140 pub hanno aderito alla protesta
La campagna di boicottaggio si è estesa anche al di fuori dell’organizzazione del calcio. Al Jazeera ha riferito che circa 140 pub e bar in Irlanda e altrove hanno giurato che non avrebbero trasmesso la partita.
Al Peadar Browns di Dublino i clienti si sono riuniti domenica sera, ma i televisori sono rimasti spenti.
A Derry altri locali avrebbero preso provvedimenti simili. Il proprietario di un pub, Liam Doherty, ha dichiarato ad Al Jazeera che l’opposizione doveva svilupparsi “dal basso”.
La questione tornerà fra poco alla ribalta.
L’Irlanda e Israele dovrebbero incontrarsi di nuovo il 4 ottobre, anche se la partita casalinga dell’Irlanda si giocherà a Bačka Topola, in Serbia, anziché a Dublino.
La BBC ha riferito che la FAI ha deciso a giugno di spostare la partita dall’Aviva Stadium citando “difficoltà operative che potrebbero influire sullo svolgimento della partita in casa”.
Bazunu si è già autoescluso dalla partita di ritorno contro Israele, mentre la campagna Stop the Game dovrebbe continuare a fare pressione per il boicottaggio.
(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)
