Uno studio di progettazione italiano si ritira dal progetto della funivia a Gerusalemme a causa della continua opposizione

La cupola della Roccia nel panorama di Gerusalemme viso dal monte degli ulivi. Foto: Mostafa Alkharouf – Anadolu Agency

Redazione di MEMO

20 ottobre 2026 – Middle East Monitor

Uno studio italiano di consulenza ingegneristica si è ritirato dal previsto progetto di [costruzione di] una funivia nei pressi della città vecchia di Gerusalemme, diventando la quinta società straniera a ritirarsi dal progetto in seguito a pluriennali obiezioni legali, ambientali e politiche.

Secondo un rapporto pubblicato lunedì dal quotidiano israeliano Haaretz, l’autorità per lo sviluppo di Gerusalemme ha annunciato piani per stipulare un contratto con la società italiana Engineering Ropeway ROPES per la fornitura di servizi di consulenza tecnica per il progetto.

L’azienda ha successivamente confermato ai mezzi di comunicazione italiani che non avrebbe più partecipato.

Circa un mese prima, il comitato per le gare d’appalto dell’autorità ha approvato un’esenzione da una procedura di gara competitiva, osservando che nessuna società israeliana possedeva le conoscenze richieste per fornire i servizi d’ingegneria specializzata per realizzare il progetto.

Tuttavia, lo studio di consulenza ha revocato la sua decisione iniziale di partecipare.

Parlando con il quotidiano italiano La Repubblica il proprietario dello studio ha confermato che aveva inizialmente accettato di fornire servizi di consulenza, ma che successivamente ha rinunciato.

“Non siamo più coinvolti in questo progetto,” ha detto.

In dichiarazioni separate a Il Fatto Quotidiano, il direttore generale dell’azienda ha attribuito la rinuncia ad un pesante carico di lavoro, senza citare considerazioni politiche.

La decisione segue la rinuncia di quattro altre società straniere, tre francesi ed una svizzera, che avevano precedentemente preso in considerazione la partecipazione nel progetto.

Alcune precedenti rinunce erano legate a preoccupazioni politiche. Nel 2015 il governo francese avrebbe chiesto che una delle società rinunciasse alla partecipazione.

Il governo israeliano ha approvato il Progetto della funivia nel 2019 [l’incongruenza temporale rispetto al paragrafo precedente non viene spiegata, ndt.], presentandolo come una iniziativa viaria intesa a decongestionare il traffico attorno alla città vecchia di Gerusalemme.

Tuttavia, dispute legali e obiezioni da associazioni professionali, gruppi ambientalisti e organizzazioni per i diritti umani hanno ritardato la sua realizzazione.

La proposta di percorso di 1,4 chilometri collegherebbe il complesso della Stazione con quello di Kedem a Silwan [quartiere palestinese di Gerusalemme est in cui sta aumentando l’insediamento di coloni israeliani, ndt.], un grande centro per visitatori, in corso di sviluppo da parte di Elad, un’organizzazione di coloni di destra, vicino all’ingresso del parco [archeologico] nazionale della Città di Davide.

L’Autorità per lo Sviluppo di Gerusalemme, che opera sotto la supervisione del governo israeliano, della municipalità di Gerusalemme e del ministero del Turismo, ha continuato a portare avanti il progetto nonostante l’opposizione.

Architetti, legali per la conservazione del patrimonio, organizzazioni ambientaliste e abitanti palestinesi hanno avvisato che la funivia potrebbe alterare il panorama storico e urbano che circonda la città vecchia e danneggiare gli abitanti di Silwan.

Anche la comunità ebraica di Karaite [minoranza religiosa ebraica che non riconosce l’autorità dei rabbini ortodossi, ndt.] ha contestato il progetto perché il percorso proposto passerebbe direttamente sopra il suo cimitero.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)