Redazione di MEMO
22 aprile 2025 – Middle East Monitor
L’agenzia Anadolu ha riferito che martedì il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, di estrema destra, ha attirato le critiche dei familiari dei prigionieri trattenuti a Gaza dopo aver affermato che il ritorno dei loro parenti non è la cosa più importante per Israele.
“Le famiglie sono rimaste senza parole questa mattina, eccetto vergogna,” ha affermato l’associazione delle famiglie degli ostaggi in una dichiarazione.
Le famiglie hanno detto che i commenti di Smotrich indicano che il governo israeliano ha “deliberatamente rinunciato agli ostaggi”.
“Smotrich – la storia ricorderà come tu hai chiuso il tuo cuore ai tuoi fratelli e alle tue sorelle prigionieri e hai scelto di non salvarli,” afferma la dichiarazione
Le stime israeliane indicano che a Gaza ci sono ancora 59 prigionieri, di cui si pensa che 24 siano ancora in vita. Invece oltre 9.500 palestinesi rimangono imprigionati in Israele in condizioni crudeli, secondo organizzazioni per i diritti umani sia palestinesi sia israeliane di molti si riferisce che siano stati torturati, affamati e privati delle cure mediche.
Quasi 140.000 israeliani, incluse alte cariche dell’esercito, hanno firmato petizioni che chiedono il ritorno degli ostaggi da Gaza e la fine della guerra nell’enclave.
Dall’ottobre 2023 nella brutale offensiva contro Gaza sono stati uccisi più di 51.200 palestinesi, la maggior parte dei quali donne e minori.
A novembre 2024 la Corte Penale Internazionale ha emesso dei mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ex-ministro della difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.
Israele deve inoltre affrontare il processo presso la Corte Internazionale di Giustizia per la sua guerra contro l’enclave.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


