Nadav Rapaport a Tel Aviv, Israel
19 May 2026 19 maggio 2026 – Middle East Eye
I giornalisti stranieri in Israele hanno affrontato controlli e restrizioni crescenti nella Cisgiordania occupata
La polizia israeliana sta aprendo una sezione speciale nella Cisgiordania occupata per controllare i giornalisti stranieri che desiderano entrare in Israele o nei territori palestinesi occupati.
Secondo un articolo di Haaretz di martedì il dipartimento speciale di polizia lavora a stretto contatto con l’Autorità Israeliana per la Popolazione e Immigrazione che si trova presso i posti di frontiera internazionali e sul ponte di Allenby in Cisgiordania.
Haaretz ha ottenuto un documento della polizia che dettaglia gli articoli e l’attività sulle reti sociali di Alessandro Stefanelli, giornalista indipendente italiano che in passato è entrato varie volte in Israele e in Cisgiordania.
La polizia ha etichettato Stefanelli come critico nei confronti di Israele, definendolo “un giornalista e fotografo che dà un’informazione di parte su Israele.”
A luglio dell’anno scorso il giornalista italiano è stato informato che il suo visto per Israele era stato revocato, e l’ambasciata israeliana a Roma non ha fornito alcuna spiegazione sul perché il suo visto sia stato annullato.
Ciononostante Stefanelli ha cercato di entrare in Cisgiordania attraverso il ponte di Allenby, che unisce il territorio palestinese alla Giordania, ma l’Autorità per la Popolazione e Immigrazione gli ha negato l’ingresso.
Un rapporto di polizia afferma che Stefanelli “chiede l’intervento internazionale contro ‘la violenza dei coloni’ e traccia un quadro di parte”, dopo che lui ha presentato un ricorso a un tribunale israeliano perché gli consenta l’accesso a Israele e in Cisgiordania, accusando inoltre il giornalista di essere “in contatto con miliziani”.
“Queste accuse sono estremamente ridicole, mi mettono nella stessa lista dei terroristi,” ha detto Stefanelli ad Haaretz, aggiungendo che “faccio fatica a capire come un poliziotto in una democrazia possa scrivere cose simili. Puoi stilare un documento del genere solo se sai che un giudice lo crederà,” ha aggiunto.
Tamir Blank, l’avvocato di Stefanelli, ha detto ad Haaretz che “è incredibile e sconfortante che la polizia… abbia investito risorse per controllare articoli giornalistici e limitare la libertà di espressione. Siamo a un passo, e molto corto, dalla polizia del pensiero [riferimento al romanzio “1984” di G. Orwell, ndt.],” ha affermato Blank.
La polizia israeliana ha detto ad Haaretz di agire in base alla legge, che “conferisce mandato di impedire a uno straniero l’ingresso nello Stato di Israele se lui, o l’organizzazione per cui lavora, agisce contro lo Stato di Israele.”
L’attacco di Israele contro i mezzi di comunicazione
Dall’ottobre 2023 Israele ha impedito ai giornalisti, israeliani e stranieri, di entrare nella Striscia di Gaza occupata senza scorta militare israeliana.
Lo scorso mese la Corte Suprema israeliana ha rinviato per l’undicesima volta dall’ottobre 2023, dopo che lo Stato non ha risposto, la decisione riguardo a se le autorità israeliane debbano concedere libero accesso all’enclave.
Secondo il sito di notizie israeliano The Seventh Eye [il Settimo Occhio, ong che monitora la correttezza dell’informazione in Israele, ndt.] il mese scorso il Committee to Protect Journalists [Comitato per la Protezione dei Giornalisti] (CPJ) e Reporter Senza Frontiere (RSF) si sono uniti alla richiesta di lunga data della Foreign Press Association in Israel [Associazione della Stampa Estera in Israele] (FPA) che chiede di poter accedere [a Gaza].
Le tre organizzazioni dei giornalisti hanno chiesto alla Corte di consentire ai giornalisti l’ingresso a Gaza, ma Noam Sohlberg, vicepresidente della Corte Suprema, ha rifiutato l’autorizzazione ed ha concesso un’altra proroga dei termini concessi allo Stato per rispondere.
In Israele i giornalisti devono affrontare condizioni estremamente difficili, e Israele sta per bandire agenzie di notizie come Al Jazeera in quanto [sarebbe una] minaccia per la sicurezza nazionale. Secondo il CPJ a Gaza “Israele è impegnato nel più mortale e deliberato tentativo di uccidere e mettere a tacere i giornalisti.”
“I giornalisti palestinesi vengono minacciati, presi direttamente di mira e uccisi dalle forze israeliane, e sono arbitrariamente arrestati e torturati come rappresaglia per il loro lavoro,” afferma l’organizzazione.
Secondo i dati dell’associazione, dall’ottobre 2023 Israele ha ucciso 263 giornalisti palestinesi, ne ha feriti 174 e imprigionati 107.
(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)


