Secondo un esperto la decisione di Hamas di sciogliere il governo di Gaza è un gesto di apertura verso Trump.

Un bambino gioca dentro un grosso bidone riempito d'acqua in un quartiere di Gaza City . Foto: Omar al-Qattaa/AFP
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Sean Mathews

6 luglio 2026 – Middle East Eye

Il disarmo di Hamas è la questione “più spinosa” da risolvere, mentre Israele si consolida a Gaza e il cessate il fuoco è in fase di stallo.

La decisione di Hamas di sciogliere il proprio governo a Gaza, come spiegano gli esperti a Middle East Eye, vuole essere un messaggio rivolto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per fargli capire che l’organizzazione non rappresenta un ostacolo al suo traballante piano di pace per lenclave.

Lunedì Hamas ha annunciato lo scioglimento dell’organo che ha governato la Striscia di Gaza per quasi due decenni.

“Il capo del comitato di emergenza del governo, Mohammed al-Farra, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni”, ha dichiarato all’AFP [agenzia di stampa francese, ndt.] Ismail al-Thawabta, responsabile dell’ufficio stampa del governo di Hamas.

“Ha anche deciso di sciogliere il comitato per facilitare la transizione amministrativa e governativa al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG)”, ha aggiunto.

Hamas governa Gaza dal 2006, anno in cui ha ottenuto la maggioranza nel parlamento palestinese e formato un governo. Poco dopo sono scoppiati i combattimenti tra Hamas e il suo rivale laico, Fatah. Hamas ha consolidato il suo controllo a Gaza mentre Fatah ha mantenuto quello della Cisgiordania attraverso l’Autorità Palestinese.

«Hamas sta segnalando a Trump di non essere un ostacolo al suo accordo di pace, a differenza di Israele, che bombarda e uccide ogni giorno», ha dichiarato a MEE Khaled Elgindy, ricercatore esperto nell’ambito del programma sul Medio Oriente presso il Quincy Institute for Responsible Statecraft [Centro studi statunitense di politica estera, ndt.].

«Hamas è in realtà più propenso dell’Autorità Palestinese a rinunciare al governo civile di Gaza in favore del NCAG», ha aggiunto Elgindy, riferendosi al rivale di Hamas, che esercita un governo limitato nella Cisgiordania occupata.

«Questa mossa non è sorprendente né inaspettata, ma è degna di nota», ha concluso.

Il NCAG è il comitato di tecnocrati palestinesi di Gaza incaricato di governare gli affari quotidiani nell’enclave nell’ambito dell’accordo di pace mediato da Stati Uniti, Qatar ed Egitto nel settembre 2025 per porre fine al genocidio israeliano nell’enclave, dove sono stati uccisi oltre 73.000 palestinesi.

Il comitato non è stato in grado di entrare a Gaza, per cui ha sede al Cairo.

Violazioni israeliane

Nel frattempo Israele ha continuato a lanciare attacchi contro Gaza, uccidendo oltre 1.000 persone da quando è stato firmato il cessate il fuoco.

Israele ha limitato l’ingresso degli aiuti umanitari nell’enclave e negli ultimi mesi ha anche ampliato la sua presenza militare, prendendo il controllo di quasi il 70% del territorio di Gaza.

Il “Comitato per la Pace” di Trump non ha condannato i continui attacchi contro Gaza e le appropriazioni di terra da parte di Israele. Secondo il quotidiano israeliano Israel Hayom, starebbe anche supervisionando un piano per confinare i palestinesi nelle cosiddette “zone umanitarie libere da Hamas”.

Il Comitato ha dichiarato di aver “preso atto” della decisione di Hamas e ha chiesto un “raggruppamento di tutte le armi sotto il controllo del NCAG”.

Il NCAG ha affermato di essere pronto ad assumere il governo civile di Gaza.

Dichiariamo che il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza è pienamente preparato ad assumere le proprie responsabilità nazionali non appena saranno disponibili le risorse e le capacità necessarie”, ha scritto su X Ali Shaath, capo del comitato, aggiungendo: “I requisiti fondamentali per il successo del comitato sono un’autorità unica, una legge unitaria con un mandato chiaro e un’unica forza armata sotto l’autorità di questa singola entità“.

Israele ha risposto all’annuncio di Hamas chiedendo la “completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza”.

In base al piano di pace del 2025 Hamas ha accettato di disarmare le proprie truppe in seguito al ritiro di Israele dall’enclave. Tuttavia, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato pubblicamente che Israele intende rafforzare il proprio controllo territoriale su Gaza.

Elgindy ha spiegato a MEE che l’annuncio di Hamas mira a dimostrare la propria buona fede riguardo al piano di pace, rimandando al contempo la questione “più spinosa” della smilitarizzazione.

“Hamas vuole rimuovere un pretesto che permette a Israele di continuare ad attaccare Gaza. Ma Netanyahu vuole una guerra permanente e la questione delle armi di Hamas è l’argomento più spinoso”, ha aggiunto.

(traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)