La UAW diventa il primo grande sindacato statunitense a votare per disinvestire dai titoli di Stato israeliani

Il congresso del UAW svoltosi il mese di giugno. Foto: UAW
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Michael Arria

7 Luglio 2026 – MONDOWEISS

I delegati della UAW hanno votato per disinvestire i 400.000 dollari investiti in titoli di Stato israeliani, diventando così il primo grande sindacato statunitense a farlo. Gli organizzatori affermano che si tratta di una vittoria per la solidarietà internazionale e di un segno del crescente rifiuto di Israele da parte della classe lavoratrice.

Il mese scorso, la United Auto Workers (UAW) è diventata il primo grande sindacato statunitense a votare a favore del disinvestimento dai titoli di Stato israeliani.

La votazione si è svolta durante la convenzione annuale del sindacato a Detroit. Secondo quanto riportato, la UAW detiene almeno 400.000 dollari in titoli di Stato israeliani.

L’iniziativa è stata promossa da Unite All Workers for Democracy (UAWD), una corrente interna al sindacato, e da UAW Labor for Palestine, componente di Labor for Palestine, un gruppo che da oltre 20 anni spinge il sindacato ad appoggiare il movimento BDS.

La votazione è stata elogiata dalla Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi di Gaza.

“Esprimendo la nostra sincera gratitudine e il nostro apprezzamento per questo passo coraggioso affermiamo che esso riflette la coscienza viva della classe lavoratrice che si rifiuta di permettere che le proprie quote associative vengano utilizzate per finanziare il genocidio e l’ingiustizia”, ​​ha dichiarato la federazione in un comunicato. “La vostra decisione vi pone sulla giusta strada morale e sottolinea la forza della solidarietà sindacale internazionale”.

La dirigenza del sindacato aveva inizialmente rimosso l’emendamento sul disinvestimento dall’ordine del giorno della Convenzione, ma Olga Karounos, funzionaria dei servizi legali di New York, ha proposto di porre ai voti l’emendamento come proposta della commissione preparatoria e la mozione è stata approvata. L’emendamento è stato approvato con 321 voti favorevoli e 287 contrari.

Questo invierà un messaggio non solo alla classe dei miliardari, ma anche ai politici e a chiunque non abbia paura di opporsi al genocidio, a Netanyahu, al governo degli Stati Uniti e riporterà la UAW alla ribalta per il suo impegno a favore della solidarietà internazionale”, ha dichiarato Karounos.

L’espressione “Israel Bonds” è comunemente usata per indicare la Development Corporation for Israel (DCI). L’organizzazione raccoglie prestiti [negli USA, n.d.t.] per conto del tesoro israeliano al fine di sostenere l’economia israeliana, un’idea concepita dal primo ministro israeliano David Ben-Gurion. Nel 2023, l’organizzazione per i diritti umani Democracy for the Arab World Now (DAWN) ha chiesto a Israel Bonds di registrarsi come agente straniero.

“Israel Bonds è un’operazione sofisticata volta a ottenere il sostegno dell’opinione pubblica americana per i progetti politici di Israele, eludendo al contempo la minima trasparenza e il controllo richiesti dalle nostre leggi”, ha dichiarato a suo tempo Adam Shapiro, direttore del dipartimento legale di DAWN. “Gli americani devono sapere che agenti di governi stranieri stanno esercitando pressioni per modificare le leggi statunitensi e per sollecitare il loro sostegno politico e finanziario all’occupazione israeliana, alle politiche di apartheid e alle violazioni dei diritti umani”.

Negli ultimi anni Israel Bonds è stata presa di mira da attivisti che cercano di svincolare i propri governi locali dall’apartheid, dall’occupazione e dal genocidio. Il voto della UAW è solo una delle recenti vittorie in una serie di successi simili. L’anno scorso, ad esempio, il sistema pensionistico degli impiegati dello stato del Michigan ha disinvestito tutti gli investimenti in Israel Bonds.

Nel 1973 gli operai arabo-americani dell’industria automobilistica di Detroit incrociarono le braccia per protestare contro l’acquisto da parte del sindacato di obbligazioni israeliane per un valore di 300.000 dollari. Nel 2014 la sezione locale 2865 della UAW, che rappresenta gli studenti lavoratori dell’Università della California, divenne il primo grande sindacato statunitense a sostenere il movimento BDS tramite una votazione (sebbene questa sia stata annullata in modo antidemocratico dai funzionari sindacali) e nel 2023 la UAW divenne il più grande sindacato statunitense a sostenere un cessate il fuoco.

Tuttavia, nonostante queste campagne, la dirigenza della UAW, come quella della maggior parte dei grandi sindacati, è rimasta economicamente legata a Israele e favorevole ad esso.

Lo storico del lavoro Jeff Schuhrke, autore di “No Neutrals There: U.S. Labor, Zionism, and the Struggle for Palestine”, afferma che è proprio questo a rendere la recente votazione così significativa, poiché il fatto che lo statuto della UAW possa potenzialmente vietare l’acquisto di obbligazioni israeliane simboleggia un cambiamento definitivo.

«L’approvazione di questa risoluzione conferma che la maggioranza degli iscritti ai sindacati negli Stati Uniti è solidale con i palestinesi e desidera rompere con la lunga storia di sostegno intransigente del movimento operaio al sionismo», ha affermato Schuhrke.

Tuttavia ha anche osservato che non è chiaro come il consiglio direttivo internazionale del sindacato reagirà al voto e se la dirigenza sindacale abbia recepito il messaggio.

«C’è ancora molto altro che la UAW e gli altri sindacati statunitensi possono fare», ha sottolineato Schuhrke. «Non solo disinvestire dalle obbligazioni israeliane, ma anche dalle aziende prese di mira dal movimento BDS e organizzare i membri del sindacato e i loro alleati per boicottare tali aziende. Esiste un precedente storico per questo tipo di boicottaggio e disinvestimento sindacale risalente agli anni ’80, quando il movimento operaio statunitense sostenne il movimento anti-apartheid in Sudafrica».

Inoltre, la UAW rappresenta i lavoratori della Caterpillar e di alcune aziende appaltatrici del Pentagono profondamente complici dei crimini di Israele, quindi fare la scelta deliberata di educare e organizzare questi lavoratori in tutta la Palestina in modo che siano disposti e in grado di intraprendere azioni collettive per impedire fisicamente il genocidio in corso è un altro passo fondamentale che il sindacato potrebbe compiere”, ha aggiunto. “E lo stesso vale per gli altri sindacati che rappresentano i lavoratori di aziende complici”.

Alla convention Mike Davis, un operaio di una fabbrica di componenti dell’Ohio, ha proposto di portare in aula un emendamento più incisivo a favore della Palestina. Oltre al disinvestimento dai titoli di Stato israeliani, l’emendamento avrebbe stabilito il sostegno ai lavoratori della UAW che si rifiutano di inviare armi a Israele, definito criteri anti-imperialisti per i politici che il sindacato appoggerà e interrotto i rapporti con il più grande sindacato israeliano Histadrut. 69 delegati hanno appoggiato l’emendamento non raggiungendo i 128 necessari per l’approvazione.

“Sebbene sia deluso che la proposta più ampia non sia passata credo fosse importante sottoporla all’attenzione dei membri per poter avviare un dibattito”, ha dichiarato Davis a Mondoweiss. “Molte delle critiche che abbiamo ricevuto riguardavano la legalità o meno di uno sciopero o di un’astensione dal lavoro per questa causa, ma personalmente ritengo che se i soldati americani possono essere obiettori di coscienza non ci sia motivo per cui un operaio non possa astenersi dal lavoro per motivi simili, soprattutto durante un genocidio in corso.”

“Speriamo che in futuro si possa includere un maggior numero di espressioni di questo tipo [negli statuti dei sindacati, n.d.t.], ma, ha aggiunto, per ora è importante continuare a parlarne”.

(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)