Redazione di MEMO
7 luglio 2026 – Middle East Monitor
[L’agenzia di notizie turca] Anadolu riferisce che un ufficiale riservista ha affermato che l’esercito israeliano sta affrontando un decadimento morale tra i soldati nel contesto di uno stato elevato di paura, mentre Israele continua la sua guerra contro la Striscia di Gaza.
“Io non voglio scrivere riguardo alla difficoltà dei ripetuti turni di servizio militare dei riservisti o del danno che provocano al corpo e all’anima di una persona, anche se questi importanti argomenti dovrebbero essere discussi più spesso,” ha detto l’ufficiale, che non ha voluto rendere pubblico il suo nome, in una lettera pubblicata dal quotidiano Haaretz.
“Piuttosto, voglio discutere su valori, un problema che con cui sono purtroppo alle prese dato che testimonio un decadimento morale in corso all’interno dell’esercito. La moralità è l’essenza della nostra natura umana e della nostra connessione con il divino.”
L’ufficiale che si è qualificato come un comandante di una unità di riservisti a Gaza, ha detto che l’esercito sta combattendo “una continua battaglia di una guerra di trincea che non finisce mai.”
“L’obiettivo della nostra missione non è più chiara, neanche definita, lasciandoci senza criteri con cui misurare il successo,” ha affermato.
“Siccome siamo in una missione difensiva, c’è un grave stato di allarme e paura di un nemico che potrebbe prenderci di sorpresa. Questo stato mentale porta a molti dilemmi morali.”
L’ufficiale israeliano ha affermato che dal 7 ottobre lo stato di allerta ha fatto sì che i soldati sparino ad ogni palestinese che si avvicini a loro.
“Qualche volta sparare è giustificata, qualche volta meno. In ogni evento si apre il fuoco perché il singolo soldato sulla linea del fronte si sente minacciato o insicuro,” ha detto.
“Il sole cocente, la fatica e l’impressione di inutilità aumentano queste sensazioni anche quando sono prive di fondamento. Anche se è facile giudicarli duramente mentre si sta seduti in un ufficio con aria condizionata presso il quartier generale a Tel Aviv, occorre riconoscere che queste sensazioni esistono.”
L’ufficiale ha ammesso che uccidere così tante persone disarmate sta facendo pagare un prezzo ai soldati. “Ne sto pagando il prezzo su me stesso,” ha detto.
Da ottobre 2023 l’esercito israeliano ha ucciso più di 73.000 persone a Gaza e ne ha ferite altre 173.000 in una guerra letale che ha lasciato un intero territorio in rovina.
“Adesso tutto è permesso e abbiamo il grilletto facile, troppo facile,” ha detto l’ufficiale israeliano.
“Le regole di ingaggio non restrittive garantiscono che nessun gazawi raggiunga la barriera di confine, ma stanno provocando un crescente costo su di noi, sui nostri valori e sul nostro stato mentale.”
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


