L’ONU è indulgente sull’uccisione da parte di Israele di un disabile palestinese

Ibrahim Abu Thurayya
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Ali Abunimah

19 Dicembre 2017, Electronic Intifada

L’alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti si è unito alla condanna di Israele per l’uccisione di un disabile palestinese nella Striscia di Gaza occupata.

Ma mentre Zeid Ra’ad Al Hussein [alto commissario ONU per i diritti umani, ndt.] definisce l’uccisione di Ibrahim Abu Thurayya “incomprensibile” a un “atto davvero scioccante e immotivato,” il suo ufficio non procede ad imputare alcuna responsabilità reale a Israele.

Si dimostra così il doppio standard secondo cui Israele è trattato più indulgentemente dall’ONU rispetto ad altri responsabili di crimini umanitari.

Abu Thurayya, 29 anni, ha perso entrambe le gambe in un attacco aereo israeliano nel 2008. Lo scorso venerdì ha partecipato a manifestazioni a Gaza vicino alla recinzione di confine con Israele per protestare contro il riconoscimento di Gerusalemme capitale israeliana.

Abu Thurayya “protestava a circa 15 metri dalla recinzione est di Gaza quando è stato colpito da una pallottola, seduto sulla sua sedia a rotelle”, ha dichiarato il gruppo per i diritti umani Al-Haq.

Colpito a morte sulla sedia a rotelle, con in mano una bandiera

Secondo la documentazione di Al-Haq e il filmato dell’incidente, Abu Thurayya “aveva solo in mano una bandiera palestinese e non rappresentava affatto una minaccia [per le forze di occupazione israeliane]) quando gli hanno sparato alla fronte in quello che sembra essere stato un deliberato assassinio.”

Una dichiarazione rilasciata martedì dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein riconosce i fatti e afferma che “non c’è assolutamente nulla che suggerisca che Ibrahim Abu Thurayya rappresentasse una minaccia imminente di morte o di gravi ingiurie quando è stato ucciso.”

La dichiarazione aggiunge: “Data la sua grave disabilità, che deve essere stata chiaramente visibile a chi gli ha sparato, la sua uccisione è incomprensibile – un atto davvero scioccante e immotivato.”

Tuttavia, la dichiarazione è molto lontana da ciò che ci si aspetterebbe in una situazione così grave.

Linguaggio blando

L’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha anche dichiarato che le altre uccisioni e ferite inferte da Israele a centinaia di palestinesi nello stesso giorno sollevano “serie preoccupazioni riguardo al fatto che la forza usata dalle forze israeliane fosse adeguatamente calibrata alla minaccia.”

Questo linguaggio mite sembra giustificare e a spiegare razionalmente l’uso della forza da parte dell’esercito di occupazione contro i dimostranti civili, mentre fa cortesemente appello all’occupante ad essere un po’ meno brutale.

La cosa più preoccupante, tuttavia, è l’appello a Israele dell’ufficio ONU per i diritti umani “ad aprire immediatamente un’indagine indipendente e imparziale su questo incidente e su tutti gli altri che hanno provocato lesioni o morti, al fine di individuare i responsabili di eventuali crimini commessi.”

L’ONU sa perfettamente che Israele è assolutamente incapace di fare indagini su di sé in modo serio. La dichiarazione prende anche atto che sull’uccisione di Abu Thurayya “si è svolta un’inchiesta preliminare interna all’esercito israeliano”.

Quella “inchiesta” è già giunta alla conclusione che le forze israeliane non hanno fatto nulla di male e non hanno mostrato “alcuna mancanza morale o professionale” nello sparare a morte a un disabile.

L’ufficio di Zeid certamente sa che questo genere di impunità è sistematico.

I gruppi per i diritti umani hanno consegnato alla Corte penale Internazionale dell’Aia montagne di prove sulle violazioni israeliane, compresi crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Sono crimini su cui Israele ha rifiutato di indagare.

Sembra che la Corte Penale Internazionale stia tergiversando nei casi che riguardano Israele.

Secondo Al-Haq, le uccisioni israeliane di manifestanti palestinesi venerdì “potrebbero rappresentare degli omicidi volontari, una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra e un crimine di guerra che rientra nella giurisdizione della Corte Penale Internazionale”.

Tuttavia, nella sua dichiarazione su Abu Thurayya, l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite omette di richiamare la Corte Penale Internazionale affinché si opponga vigorosamente alla sistematica impunità di Israele.

Richieste di intervento

Tutto ciò è in aperto contrasto con le richieste dell’ufficio per i diritti umani al Tribunale Internazionale di occuparsi di Paesi come la Siria, il Burundi, la Corea del Nord e il Myanmar.

Zeid ha anche chiesto “un’indagine internazionale sulle violazioni dei diritti umani in Venezuela per individuare i responsabili.

La richiesta di intervento in Venezuela si basava sulla sua valutazione che “l’attuale sistema è inadeguato” e dovesse essere “riconfigurato con il sostegno e il coinvolgimento della comunità internazionale”.

La dichiarazione su Abu Thurayya non è purtroppo l’unico segno della faziosità per cui l’ONU tratta Israele con i guanti di velluto.

Su mandato del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, l’ufficio di Zeid sta stilando un database delle imprese che operano negli insediamenti israeliani sulla terra palestinese occupata.

All’inizio il database avrebbe dovuto essere pubblicato questo mese, ma l’ufficio di Zeid ha riferito di averlo accantonato in seguito a pesanti pressioni da parte di Israele e Stati Uniti, suscitando preoccupazione nei gruppi per i diritti umani.

E nel 2016, pur dicendo di essere “estremamente preoccupato” per l’uccisione senza verdetto da parte di un medico militare israeliano di un palestinese ferito, l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani è parso esigere che i palestinesi sotto occupazione militare debbano garantire la sicurezza dei loro occupanti.

(traduzione di Luciana Galliano)