Redazione di MEMO
11 novembre 2025 – Middle East Monitor
Lunedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il video trapelato che mostra la tortura di un prigioniero palestinese nella prigione di Sde Teiman ha provocato un grave danno all’immagine di Israele e del suo esercito, portando a paragonare i soldati israeliani ai nazisti.
Parlando prima della seduta della Knesset [il parlamento israeliano, ndt.] Netanyahu si è rivolto ai deputati dopo che 40 membri del parlamento hanno firmato una mozione per convocarlo a discutere della costituzione di una commissione ufficiale di inchiesta sugli eventi del 7 ottobre 2023.
“Il caso Sde Teiman contro Forza 100 un anno e mezzo fa ha causato un danno indicibile allo Stato di Israele e all’IDF [l’esercito israeliano, ndt.],” ha affermato Netanyahu, riferendosi all’unità militare implicata nello scandalo. Ha dichiarato che il video, che sarebbe stato modificato, è stato pubblicato da Channel 12 [rete televisiva israeliana, ndt.] ed è stato visualizzato più di 100 milioni di volte, provocando un ampio scandalo internazionale.
Il video, trasmesso per la prima volta ad agosto 2024, mostra soldati israeliani che a luglio dello stesso anno torturano e aggrediscono sessualmente un prigioniero palestinese nella struttura carceraria di Sde Teiman, sita nel meridione di Israele, lasciando l’uomo con gravi ferite, inclusa una lacerazione rettale.
Netanyahu ha accusato coloro che indagano sull’incidente – con un velato riferimento all’ex-avvocato generale militare Yifat Tomer-Yerushalmi – di “abusare del loro potere per distorcere la verità” e di fornire “armi di propaganda ai nemici di Israele.”
Ha concluso chiedendo una approfondita inchiesta sull’incidente dicendo: “Ciò che è accaduto nel caso di Sde Teiman deve essere investigato, la verità svelata e fatta giustizia.”
La struttura carceraria di Sde Teiman ha subito ripetute accuse di torture e abusi sistematici contro prigionieri palestinesi da parte di organizzazioni per i diritti umani e di ex-detenuti.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


