A fronte della recente ondata di dimissioni l’esercito di Israele teme un “esodo in massa del personale”

Giovani soldati dell'IDF. Foto: Mostafa Alkharouf – Anadolu Agency]
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Redazione di MEMO

16 dicembre 2025 – Middle East Monitor

Un rapporto segnala che con la guerra a Gaza c’è stata un’impennata delle domande di cessazione anticipata dal servizio tra le unità dell’esercito.

L’esercito israeliano ha messo in guardia circa un “esodo in massa del personale”, visto il considerevole aumento delle richieste di dimissioni da parte di militari d’ogni rango, ha reso noto martedì l’agenzia di stampa turca Anadolu.

L’esercito israeliano è afflitto da un “esodo in massa di ufficiali e sottufficiali che hanno presentato istanza di cessazione volontaria dal servizio”, scrive il quotidiano di Tel Aviv Yedioth Ahronoth.

Finora ci sono state 500 richieste da parte di ufficiali e sottufficiali in forza all’esercito regolare che volevano essere rimossi dalla loro posizione nell’IDF [l’esercito israeliano, ndt.]”, afferma il giornale, pur senza specificare quando siano state presentate.

L’esercito “segnala un costante incremento delle domande di dimissioni, indice di una vera e propria crisi di organico riguardante ogni classe di età e ogni grado gerarchico, un fenomeno che ha raggiunto ormai proporzioni allarmanti”.

Secondo il quotidiano l’esercito israeliano prevede ulteriori defezioni da parte di membri dell’organico in pianta stabile che prestano servizio nelle forze regolari.

Il rapporto in questione rivela che alla Knesset sono attualmente al vaglio modifiche legislative che consentirebbero — a titolo d’incentivo — di apportare alle spettanze pensionistiche di ufficiali e soldati una maggiorazione compresa tra il 7% e l’11%.

Il giornale spiega che le 500 domande di dimissioni non sono state presentate da riservisti, ma da militari di professione impiegati nelle forze regolari, e sono riconducibili alla bassa retribuzione unita al notevole tasso di abbandono del servizio militare, che ha avuto i suoi effetti soprattutto durante la logorante guerra nella Striscia di Gaza.

L’esercito sta “faticando parecchio a convincere migliaia di ufficiali e sottufficiali affinché seguitino a prestare servizio stabilmente, con il prevedibile risultato che vi sarà un calo nelle prestazioni complessive dell’esercito”.

Dal mese di ottobre 2023 Israele ha ucciso quasi 70.700 persone a Gaza, per lo più donne e bambini, ferendone oltre 171.000, e ha ridotto l’enclave a un cumulo di macerie.

(Traduzione dall’inglese di Chiara Guidi)