Redazione di MEMO
29 aprile 2026 – Middle East Monitor
Il quotidiano israeliano Maariv ha riferito che le capacità militari avanzate di Israele, inclusi il sistema di difesa missilistico Arrow e i velivoli F35 Lightning II, non sono riuscite a evitare i problemi operativi posti dalle innovative tattiche di Hezbollah nell’uso dei droni nel sud del Libano.
Secondo il rapporto, i corpi militari israeliani – in particolare la direzione dell’intelligence militare (AMAN) e quella della ricerca e sviluppo nella difesa (MAFAT) – erano impreparati per ciò che viene descritta come minaccia “micro-tattica” posta da droni piccoli ed economici.
Nel quotidiano si afferma che questi droni sono stati efficaci nel provocare vittime tra le forze israeliane e nell’ostacolare le operazioni sul terreno. Si è osservato che tali minacce non sono nuove e che sono due le principali tipologie identificate nell’uso militare: droni controllati attraverso comunicazioni senza fili e quelli via collegamenti in fibra ottica.
Mentre i droni senza fili possono essere contrastati con sistemi elettronici da guerra che disturbano i segnali, nel rapporto si dice che i droni a fibra ottica presentano una sfida più complessa perché non sono vulnerabili agli stessi metodi di interferenza.
Nel rapporto si aggiunge che queste tecnologie sono state disponibili per anni e si sostiene che l’esercito israeliano dovrebbe aver sviluppato contromisure ben in anticipo, in particolare data l’accessibilità di piattaforme per droni commerciali che possono essere adattate per scopi di combattimento.
Esso sottolinea i vantaggi tattici di tali droni, inclusi volo a bassa quota, scarsa rumorosità e ridotta rilevabilità da sistemi radar convenzionali, che insieme complicano gli sforzi per intercettarli.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


