Israele vede un aumento delle vendite di tranquillanti del 204% dallo scorso ottobre

Gli effetti dell'attacco missilistico iraniano il 2 ottobre 2024 su una macchina a Tel Aviv. Foto: JACK GUEZ/AFP
image_pdfimage_print

Redazione di Middle East Monitor

2 ottobre 2024 – Middle East Monitor

Un gruppo di ricerca ha rivelato che le vendite di tranquillanti in Israele sono cresciute in modo consistente dallo scorso ottobre. Secondo Kahn-Sagol-Maccabi (KSM), in confronto con la seconda guerra contro il Libano nel 2006, che aveva visto un incremento del 27% degli acquisti di ansiolitici, c’è stata una crescita senza precedenti del 204% delle vendite di tranquillanti dal 7 ottobre del 2023.

Laddove nel 2006 la crescita delle vendite di tranquillanti venne osservata prevalentemente nel nord della Palestina occupata, il centro di ricerca ha riferito che la crescita negli ultimi dodici mesi è stata riscontrata ovunque nello Stato occupante di Israele.

Il centro di ricerca ha spiegato che lo studio retrospettivo è stato condotto con l’approvazione del comitato di Helsinki con dati anonimi di più di un milione dei membri del Maccabi [associazione sportiva, ndt.] con una età superiore ai 21 anni, come caso di studio delle condizioni ambientali e del loro impatto sullo stress individuale. Lo studio ha preso in considerazione le caratteristiche socio-demografiche come età, genere, area di residenza e condizioni socio-economiche e si è rivolto a modelli di uso di medicinali negli ultimi 19 anni, incluso il 7 ottobre, esaminando il numero di acquisti di ansiolitici.

Lo studio mostra che il rischio di acquistare un tranquillante a breve termine durante una operazione di sicurezza è il 14% più alto che in tempi normali. Durante la seconda guerra contro il Libano, l’acquisto di tranquillanti tra gli abitanti del nord è stato il 39% più alto che tra quelli delle aree centrali. Durante le operazioni militari nel sud c’è stato un incremento del 18% nell’acquisto di ansiolitici rispetto agli acquisti degli abitanti delle aree centrali.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)