La Svizzera espelle Ali Abunimah di The Electronic Intifada

Ali Abunimah
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La redazione di The Electronic Intifada 

27 gennaio 2025 – Electronic Intifada

Ali Abunimah, direttore esecutivo di The Electronic Intifada, è stato espulso dalla Svizzera lunedì dopo aver passato due notti in carcere.

Abunimah ha descritto la sua esperienza in una dichiarazione subito dopo il suo atterraggio all’aeroporto di Istanbul lunedì sera tardi. Ha detto di essere stato “privato della possibilità di comunicare con il mondo esterno” e “senza nemmeno il permesso di contattare la mia famiglia.”

Ha riferito di essere stato accusato dalla polizia di “violazione della legge svizzera”, ma senza aver ricevuto alcuna accusa specifica. Abunimah ha aggiunto di essere stato interrogato “da agenti dei servizi segreti del Ministero della Difesa svizzero senza la presenza della mia avvocata e si sono nuovamente rifiutati di permettermi di contattare lei o la mia famiglia.”

Durante la sua prigionia Abunimah ha rifiutato il cibo e accettato solo acqua fino a quando è stato informato che sarebbe andato a casa.

Ha paragonato i maltrattamenti subiti da parte delle autorità svizzere al trattamento del presidente israeliano Isaac Herzog che “a Davos è stato ricevuto con un tappeto rosso, un tappeto intriso del sangue” dei palestinesi uccisi durante il genocidio israeliano a Gaza.

Questa disavventura è durata tre giorni, ma l’esperienza della prigione è stata più che sufficiente per farmi ammirare ancora di più gli eroi palestinesi che sopportano mesi e anni nelle carceri dell’oppressore genocida,” ha affermato.

Ora so ancora di più che non potremo mai ripagare il debito che abbiamo nei loro confronti, che tutti devono essere liberati e che questo deve restare al centro della nostra attenzione.”

Abunimah ha detto di non essere stato al corrente mentre era in detenzione dell’ondata di indignazione e della solidarietà in tutto il mondo in seguito al suo arresto.

Sono profondamente grato a tutte le persone che hanno preso le mie difese,” ha aggiunto.

Arrestato con violenza da parte di poliziotti in borghese

L’arresto di Abunimah è avvenuto sabato mentre si stava recando a un incontro a Zurigo.

Era in Svizzera dal giorno prima per una serie di eventi su invito di organizzatori locali. Venerdì al suo arrivo all’aeroporto di Zurigo Abunimah era stato interrogato dalla polizia per un’ora prima di essere autorizzato a entrare nel Paese.

Testimoni oculari hanno detto che sabato tre ufficiali di polizia in borghese hanno prelevato in modo violento Abunimah e l’hanno costretto con la forza a entrare in un’auto civetta senza dire dove lo stavano portando.

L’arresto di Abunimah sembra far parte di una crescente reazione dei governi occidentali contro le espressioni di solidarietà con il popolo palestinese.

L’anno scorso nel Regno Unito parecchi attivisti e giornalisti sono stati arrestati, perquisiti o accusati usando disposizioni “antiterrorismo”.

Fra questi Asa Winstanley, redattore associato di The Electronic Intifada, la cui casa è stata perquisita e i cui computer e cellulari sequestrati. Winstanley non è stato accusato di alcun crimine e la perquisizione è stata condannata dalla Commissione per la Protezione dei Giornalisti e dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti del Regno Unito.

L’arresto di Abunimah in Svizzera ha incontrato la condanna in tutto il mondo. Sabato è stata lanciata una petizione per chiedere la sua liberazione che è stata firmata da oltre 15.000 persone.

Sviluppo pericoloso”

Due esperti di diritti umani delle Nazioni Unite hanno condannato l’incarcerazione di Abunimah da parte delle autorità svizzere.

Irene Khan, la relatrice speciale dell’ONU sulla libertà di opinione ed espressione, l’ha definita una “notizia scioccante” e ha chiesto alla Svizzera di “interrogare e rilasciare urgentemente” Abunimah.

Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’ONU per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, ha chiesto “un’indagine immediata su questo caso.” Ha detto che “il clima che circonda la libertà di parola in Europa sta diventando sempre più tossico e noi dovremmo essere tutti preoccupati.”

L’ufficio europeo di Amnesty International ha detto che sta seguendo il caso di Abunimah.

Il giro di vite globale contro coloro che criticano le violazioni dei diritti umani dei palestinesi da parte di Israele è allarmante e deve cessare immediatamente,” ha aggiunto Amnesty.

Euro-Med Monitor, un’organizzazione per i diritti umani basata a Ginevra, ha condannato l’arresto di Abunimah. Ha affermato che si tratta di “uno sviluppo pericoloso che riflette una tendenza in crescita fra i governi occidentali di censurare la libertà di parola e prendere di mira giornalisti e attivisti che documentano le sofferenze delle vittime e difendono i diritti dei palestinesi.”

(traduzione dall’inglese di Mirella Alessio)