Gli Stati Uniti sostengono di opporsi all’annessione mentre le mosse israeliane la fanno di fatto avanzare

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Redazione di Palestine Chronicle

10 febbraio 2026 The Palestine Chronicle

Snodi cruciali

– La Casa Bianca ha dichiarato che il presidente Donald Trump ribadisce la sua opposizione all’annessione israeliana della Cisgiordania

– Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha assaltato la città di Ni’lin a seguito delle misure governative che ampliano l’autorità israeliana sul territorio

– Le autorità israeliane hanno aumentato i poteri di controllo nelle Aree A e B e ampliato le politiche sulla proprietà terriera e le colonie

– Le forze militari israeliane hanno ordinato alle famiglie palestinesi vicino a Jenin di evacuare le case in vista del ritorno di militari in un ex campo

– Coloni ebrei israeliani illegali hanno bloccato una delegazione diplomatica russa in visita a Salfit per documentare la violenza dei coloni

Posizione degli Stati Uniti e contesto diplomatico

La Casa Bianca ha dichiarato che il presidente Donald Trump ha ribadito la sua opposizione all’annessione israeliana della Cisgiordania occupata, sottolineando che l’obiettivo dell’amministrazione rimane il perseguimento della pace nella regione, secondo quanto ha riferito lunedì l’agenzia di stampa Reuters.

“Una Cisgiordania stabile mantiene Israele sicuro ed è in linea con l’obiettivo di questa amministrazione di raggiungere la pace nella regione”, ha affermato un funzionario della Casa Bianca citato da Reuters.

La dichiarazione è arrivata mentre le tensioni si intensificavano a seguito di decisioni israeliane, largamente considerate come un’annessione sempre più rapida, che hanno attirato una crescente attenzione internazionale.

L’incursione di Smotrich

Tuttavia sul campo il Ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha preso d’assalto la città di Ni’lin, a seguito dell’approvazione da parte di Israele di misure che ne ampliano l’autorità in tutta la Cisgiordania occupata, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Anadolu [di proprietà del governo della Turchia, ndt.]

Smotrich ha descritto l’iniziativa come parte del tentativo di “ripristinare il controllo”, comprese azioni di repressione all’interno delle Aree A e B già amministrate dall’Autorità Nazionale Palestinese nell’ambito degli accordi di Oslo.

Il governo israeliano ha abrogato le restrizioni alla vendita di terreni, ha reso accessibili i registri di proprietà e ha trasferito l’autorità per i permessi di costruzione in alcune parti di Hebron (Al-Khalil) all’amministrazione civile israeliana.

Le modifiche consentono demolizioni e sequestri di proprietà anche in aree formalmente sotto l’amministrazione civile palestinese e ci si aspetta che facilitino l’espansione delle colonie nei territori occupati.

Illegali secondo il diritto internazionale

Tali misure sono illegali ai sensi del diritto internazionale, poiché la Cisgiordania occupata rimane un territorio sotto occupazione di guerra, dove alla potenza occupante è vietato esercitare l’autorità sovrana.

Estendendo la giurisdizione amministrativa, modificando i meccanismi di proprietà terriera e consentendo le confische, Israele sta di fatto sostituendo un’occupazione militare temporanea con una struttura di governo civile permanente.

Ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, una potenza occupante non può trasferire parte della propria popolazione civile nel territorio che occupa, né può confiscare proprietà private se non per impellente necessità militare. Le nuove politiche facilitano invece l’espansione delle colonie, la legalizzazione retroattiva degli avamposti e cambiamenti demografici permanenti, azioni da sempre considerate gravi violazioni della Convenzione.

Gli organismi giuridici internazionali, tra cui la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, hanno ripetutamente affermato che le colonie israeliane in Cisgiordania non hanno validità giuridica e costituiscono violazioni del diritto internazionale. Le ultime misure pertanto non rappresentano riforme amministrative ma in pratica un consolidamento dell’annessione, alterando lo status giuridico del territorio senza una dichiarazione formale.

Evacuazioni forzate vicino a Jenin

In altro contesto, Anadolu ha riferito che le forze israeliane hanno ordinato a diverse famiglie palestinesi, più di cinquanta persone, di lasciare le loro case nel campo di Arraba, a sud di Jenin, in vista del previsto ritorno dei militari sul posto.

I residenti hanno iniziato a trasferire bestiame e beni senza alternative abitative dopo che gli è stato intimato di evacuare prima che l’esercito ristabilisca la sua presenza nell’ex campo militare sgombrato nel 2005.

Inviato russo ostacolato durante il tour in Cisgiordania

In un altro episodio, Anadolu ha riferito che nell’area di Salfit coloni ebrei israeliani illegali hanno ostacolato una visita sul campo dell’ambasciatore russo in Palestina, Gocha Buachidze, e dei funzionari al suo seguito.

La delegazione stava visitando le comunità colpite dagli attacchi dei coloni quando i coloni hanno bloccato il convoglio e lanciato minacce, impedendo la prosecuzione della visita.

I funzionari locali hanno descritto l’incidente come un’escalation della violenza dei coloni, sottolineando le centinaia di attacchi registrati negli ultimi anni e i piani in corso di decine di progetti di colonie nel governatorato.

(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)