La Corrente per la Riforma Democratica di Fatah accusa Abbas di ritardare le elezioni per mantenere il potere

Mahmoud Abbas mentre presiede una seduta dell'OLP il 23 aprile 2025. Foto: Issam Rimawi/Anadolu Agency

Redazione di MEMO

13 ottobre 2026 – Middle East Monitor

Dimitri Diliani, un membro del consiglio rivoluzionario di Fatah e portavoce del movimento della Corrente per la Riforma Democratica, ha accusato il presidente palestinese Mahmoud Abbas di aver posticipato le elezioni per mantenere il suo potere ed evitare di dover rendere conto all’opinione pubblica.

Lunedì, in una intervista a Quds Press, Diliani ha criticato la cancellazione delle elezioni legislative programmate per il 28 novembre 2026 e la decisione di scegliere l’11 settembre 2027 come data per le elezioni sia presidenziali che legislative.

Ha affermato che il differimento prolungherebbe il controllo di Abbas sulle istituzioni politiche palestinesi e avrebbe significative conseguenze politiche e nazionali.

Diliani ha chiesto che le elezioni presidenziali e legislative siano tenute il più presto possibile, osservando che ai votanti dovrebbe essere data l’opportunità di chiamare a rispondere Abbas per ripetuti rinvii elettorali, per l’indebolimento delle istituzioni politiche e per ciò che ha descritto come fallimenti nell’espletamento dei compiti politici e istituzionali

“Abbas non ha rinnovato la sua legittimità elettorale dal momento che il suo mandato è scaduto 17 anni fa; tuttavia egli continua a decidere e posticipare la data del proprio dovere di rendere conto delle sue azioni,” ha detto Diliani.

Ha osservato che tenere le elezioni presidenziali e legislative senza ulteriori ritardi, con la priorità data al voto presidenziale, ripristinerebbe l’autorità del processo decisionale e creerebbe le opportunità per una riforma politica.

Diliani ha anche dichiarato che Abbas teme l’emergere di una alleanza elettorale che riunisca la Corrente per la Riforma Democratica, figure di opposizione dentro Fatah e altre fazioni palestinesi.

Ha detto che una tale alleanza potrebbe assicurare sufficiente supporto elettorale per sfidare la leadership di Abbas e porre termine a ciò che ha descritto come monopolio del potere politico.

Diliani ha descritto lo slittamento fino a settembre 2027 come un tentativo di proteggere l’Autorità Palestinese dal dover rendere conto delle sue azioni e di preservare il sistema politico esistente.

Ha osservato che tale decisione ha privato circa 15,5 milioni di palestinesi, sia nei loro territori sia all’estero, di una opportunità per esercitare i propri diritti politici.

Ha anche criticato il ritardo di fronte al contesto della guerra in corso a Gaza e alle azioni israeliane a Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata, che ha descritto come genocidio e pulizia etnica.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)