Testimoni sostengono che il sedicenne palestinese è stato ucciso dal fuoco dei coloni israeliani

AMJAD NASHAAT ABU ALIA Ucciso secondo testimonianze dei palestinesi da uno dei coloni che insieme ai soldati sparavano contro i giovani dimostranti.
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Mariam Barghouti  

1 agosto 2022 – Mondoweiss

Testimoni oculari dicono che Amjad Abu Alia è stato ucciso dal fuoco proveniente dal luogo in cui si trovavano dei coloni israeliani ripresi mentre sparavano e tiravano pietre contro i palestinesi nella zona.

Sabato 30 luglio la città di al-Mughayyir ha reso l’estremo omaggio a uno dei suoi figli, Amjad Nashaat Abu Alia, ucciso il giorno precedente, venerdì 29 luglio. 

Abu Aliaa aveva solo sedici anni quando è stato ucciso mentre cercava di sfuggire a coloni e soldati israeliani che stavano sparando proiettili veri e tirando pietre contro manifestanti palestinesi disarmati nel paesino del distretto di Ramallah, nella Cisgiordania occupata. 

Abu Alia stava partecipando a una protesta con abitanti della cittadina e attivisti che provenivano da fuori nel tentativo di contenere l’escalation, nel corso delle ultime settimane, di attacchi da parte dei coloni contro il loro villaggio.

I manifestanti disarmati che sventolavano bandiere palestinesi e gridavano slogan contro l’espansione degli insediamenti sono stati accolti da coloni israeliani provenienti dal vicino avamposto illegale di Adei-Ad. L’esercito israeliano ha anche lanciato lacrimogeni e sparato pallottole di gomma contro i dimostranti. 

Il colono armato insieme al soldato si confronta con un palestinese nel giorno dell’uccisione del ragazzo sedicenne. Foto :Hadi Sabarna

Secondo i testimoni oculari anche parecchi coloni israeliani armati hanno attaccato manifestanti e giornalisti e tirato pietre contro di loro mentre i soldati stavano a guardare senza intervenire. 

La violenza dei coloni insieme a quella dell’esercito ha aggravato lo scontro e i giovani palestinesi del villaggio hanno risposto lanciando pietre. Le riprese video dei giornalisti presenti mostrano i soldati israeliani che sparano proiettili veri contro i dimostranti mentre i coloni tirano pietre verso i palestinesi.

Testimoni oculari e giornalisti hanno detto a Mondoweiss che anche vari coloni armati hanno sparato proiettili veri verso i palestinesi. Resta da confermare se la pallottola che ha ucciso Abu Alia provenisse dai soldati israeliani o dai coloni. 

Dopo essere stato colpito al petto da proiettili veri, Abu Alia è stato portato in ospedale dove poco dopo ne è stata dichiarata la morte. Almeno due altri palestinesi sono stati feriti con proiettili veri: uno, colpito alla coscia, è in condizioni critiche. Tre altri sono stati colpiti da pallottole di acciaio ricoperte di gomma.

Laila Ghannam, governatrice di Ramallah, ha detto ai giornalisti: “Noi non abbiamo ancora indagato a fondo, ma i testimoni affermano che lo sparo che ha colpito il ragazzo proveniva dalla parte dei coloni, non da quella dell’esercito.”

Secondo Haaretz l’esercito israeliano ha ammesso di essere “a conoscenza della denuncia” dell’uccisione di un palestinese, ma non ha approfondito. Questa è una posizione consueta dell’esercito israeliano. Abu Alia è il diciassettesimo minore palestinese ucciso dalla violenza israeliana dall’inizio di quest’anno. 

Coloni armati di pistole e M16: ‘È stato spaventoso’

Hadi Sabarna, un fotogiornalista palestinese sulla scena nel momento in cui Abu Alia è stato ucciso, ha detto a Mondoweiss che sia i soldati israeliani che i coloni hanno sparato verso il ragazzo. 

È stato spaventoso, c’era una giovane colona vestita casual con un telefonino in una mano e una pistola nell’altra.”

la colona armata di pistola .Foto : Hadi Sabarna

C’erano anche coloni con i loro M-16 [fucili d’assalto dell’esercito USA]. Era come se l’esercito li stesse addestrando a sparare e attaccare e intervenisse solo a favore dei coloni,” continua Sabarna.  

Maher Naasan, un attivista palestinese presente durante la protesta, anche lui ferito al petto da un proiettile ricoperto di gomma, ha detto a Mondoweiss che “il ragazzo [Abu Alia] era stato preso di mira dai coloni. Non costituiva in alcun modo una minaccia alle loro vite.”

Naasan aggiunge che i coloni hanno provocato l’escalation della situazione fin dall’inizio, quando sono apparsi alla protesta armati di pistole e hanno cominciato ad attaccare i manifestanti palestinesi.  

Sabarna spiega che non è stato solo l’esercito, ma che anche uno dei coloni ha sparato contro Abu Elia nel momento in cui sparavano i soldati. 

Ricordando la scena vicino alla strada principale di al-Mughayyir, Sabarna spiega: “Amjad e altri giovani si stavano allontanando dai coloni che lanciavano sassi.”

I soldati hanno inseguito gli shabab (giovani) sparando contro di loro mentre i coloni continuavano ad attaccare stando alle loro spalle.” 

Sabarna dice che soldati e coloni continuavano a prendere di mira i giovani che a questo punto cercavano di sfuggire alla violenza armata: “Gli shabab  tiravano pietre per difendersi.” I coloni e l’esercito hanno continuato a sparare contro i palestinesi e alla fine ne hanno colpiti tre, incluso Abu Alia. 

Amjad aveva sete, ho visto che quando gli hanno sparato aveva una bottiglia d’acqua in mano,” ricorda Sabarna. “L’ha aperta, ma non è riuscito a bere, correva con la bottiglia in mano.” 

Attacchi di coloni imbaldanziti

Al-Mughayyir è una cittadina di 3.102 abitanti a 27 km a nord est di Ramallah. Per anni la comunità ha subito la continua minaccia di attacchi sempre più intensi dei coloni e le annessioni forzate con l’esercito israeliano in prima linea. 

Solo poche settimane fa, il 10 luglio, ad al-Mughayyir alcuni coloni hanno attaccato un palestinese le cui ferite hanno richiesto il ricovero in ospedale. Nel gennaio 2019 un gruppo di coloni armati ha attaccato la cittadina e ucciso il trentottenne Hamdi Naasan e inseguito e ferito oltre 30 altri abitanti.  Nonostante i tentativi dei giovani palestinesi di lanciare pietre contro i coloni come deterrente, in quell’occasione nove palestinesi sono stati gravemente feriti con proiettili veri e ricoverati in ospedale.

Tutto ciò continua a succedere. Le nostre proteste pacifiche avvengono a fronte della violenza da parte dei coloni che hanno chiuso gli ingressi al villaggio, aggredito noi e i pastori nella zona,” dice Naasan.

Nel 2011 e nel 2014 in due occasioni separate i coloni israeliani di Adei-Ad hanno dato fuoco alla moschea di al-Mughayyir, profanando un luogo di culto. L’avamposto di Adei-Ad, fondato da un gruppetto di coloni israeliani nel 1998, è illegale ai sensi di leggi internazionali e israeliane. 

Nonostante l’ordine di abbandonare gli avamposti agli inizi degli anni 2000, i coloni ci mantengono una presenza e frequentemente attaccano i palestinesi nelle zone circostanti, anche ad al-Mughayyir. C’è un progetto di inglobare Adei-Ad nella vicina colonia di Amihai, legalizzando in tal modo l’avamposto. 

Noi viviamo in mezzo a un esercito che blocca l’accesso alle nostre terre e caccia i palestinesi con il pretesto delle ‘aree militari chiuse,’ eppure, non si sa come, permette a civili e cittadini israeliani di muoversi a loro piacimento,” dice Naasan. 

Fa tutto parte del tentativo dei coloni di cacciarci via.” 

(tradotto dall’inglese da Mirella Alessio)