Una associazione della stampa condanna Israele per il mantenimento del divieto di accesso a Gaza per i media

Il giornalista palestinese sessantaduenne Izzeddin Atiyye al-Masri trasmette la sua esperienza giornalistica al nipote quindicenne Ahmed Hossam al-Masri sotto gli attacchi israeliani a Khan Yunis, Gaza, il 1° settembre 2025. foto: Abdallah F.s. Alattar – Anadolu Agency
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Redazione di MEMO

7 gennaio 2025 – Middle East Monitor

L’agenzia di notizie Anadolu riferisce che l’associazione no-profit della stampa estera [Foreign Press Association, FPA] con sede negli Stati Uniti ha espresso “profonda delusione” nei confronti del governo israeliano perché continua a impedire ai media internazionali libero accesso alla Striscia di Gaza.

Invece di presentare un piano per permettere l’ingresso indipendente a Gaza dei giornalisti e per permetterci di lavorare insieme ai coraggiosi colleghi palestinesi, il governo [israeliano, ndt.] ha deciso ancora una volta di tagliarci fuori,” ha affermato in una dichiarazione l’associazione di corrispondenti esteri con sede negli Stati Uniti. “Questo avviene anche adesso che è in corso il cessate il fuoco.”

Da quando nel 2023 è cominciata la guerra le autorità israeliane hanno ristretto l’accesso indipendente a Gaza ai giornalisti internazionali, permettendo solo a un numero limitato di reporter di entrare sotto scorta militare e su base individuale.

Secondo la stampa israeliana domenica il governo ha detto alla Corte Suprema che il divieto deve rimanere in vigore a causa di quelli che sono descritti come “rischi per la sicurezza.”

L’FPA ha affermato che vuole sottoporre alla corte una “vigorosa risposta” nei prossimi giorni.

L’FPA è fiduciosa che la corte farà giustizia a fronte della continua violazione dei principi fondamentali della libertà di parola, del diritto dell’opinione pubblica di sapere e della libertà di stampa,” si afferma nella dichiarazione.

All’inizio di dicembre 2025 l’ufficio governativo dei media di Gaza ha detto che 257 giornalisti palestinesi sono stati uccisi durante il genocidio israeliano a Gaza, cominciato l’8 ottobre 2023 e durato due anni fino all’accordo per il cessate il fuoco che è entrato in vigore a ottobre 2025.

Da quando tale accordo è diventato effettivo secondo il ministero della Salute [di Gaza, ndt.] l’esercito israeliano ha commesso centinaia di violazioni, uccidendo 420 palestinesi e ferendone 1.184 altri.

Il cessate il fuoco ha posto fine alla guerra di due anni che ha ucciso circa 71.400 palestinesi, molti dei quali donne e bambini, ferito più di 171.200 altri e lasciato l’enclave in macerie.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)