Hamas avverte del ‘pericoloso precedente’ mentre la chiusura della moschea di Al-Aqsa entra nell’undicesimo giorno

Una veduta della Spianata delle Moschee vietata ai fedeli palestinesi da 11 giorni . Foto: [Mostafa Alkharouf – Anadolu Agency]
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Redazione di MEMO

11 marzo 2026 – Middle East Monitor

Martedì il movimento di resistenza islamica Hamas, ha avvertito delle conseguenze della chiusura continuata del complesso della moschea di Al-Aqsa per l’undicesimo giorno consecutivo e dell’impedimento ai fedeli di recitare le preghiere Taraweeh ed effettuare il ritiro spirituale durante il mese sacro del Ramadan.

In una dichiarazione il movimento afferma che la chiusura rappresenta un “pericoloso precedente storico” dal 1967 e la descrive come una “flagrante violazione” della libertà di preghiera e una provocatoria spirale contro i siti sacri islamici.

Hamas sostiene che la chiusura continuativa della moschea di Al-Aqsa da parte di quello che definisce il “governo di occupazione fascista” e l’impedimento dell’accesso al sito ai fedeli e a chi si prende cura del luogo per effettuare le preghiere Taraweeh e osservare l’itikaf [ritiro spirituale, ndr] durante il Ramadan, sta accadendo per la prima volta dal 1967.

Afferma che l’azione costituisce un serio precedente, una chiara violazione della santità della moschea e del diritto di preghiera e una pericolosa intensificazione contro ciò che definisce la prima direzione verso cui pregare dell’Islam e un sito di profondo significato religioso per i musulmani.

Il movimento aggiunge che la chiusura viene portata avanti in base a quelli che chiama “deboli pretesti” e nel quadro di politiche di occupazione accompagnate a un incremento di ciò che descrive come incitamento e retorica provocatoria condotte dalle cosiddette organizzazioni estremiste sioniste del Tempio [in riferimento alla volontà di costruire il Terzo Tempio ebraico sulla Spianata delle moschee, ndt.] che hanno come obiettivo la moschea di Al-Aqsa.

Secondo la dichiarazione la chiusura continuativa rivela ciò che Hamas descrive come la serietà dei piani israeliani che hanno l’obiettivo di cambiare lo status religioso, storico e legale esistente della moschea di Al-Aqsa. Mette anche in guardia dai tentativi di cancellare la sua identità e di imporre una divisione temporale e spaziale del sito, insieme agli sforzi di quelli che chiama gruppi estremisti sionisti di effettuare riti talmudici dentro l’area della spianata.

Hamas avverte dei pericoli di continuare a chiudere la moschea e di impedire ai fedeli il relativo accesso e l’osservanza del ritiro spirituale in quel luogo, sottolineando che “l’occupazione non ha sovranità o legittimazione su nessuna parte della moschea sacra di Al-Aqsa, dal momento che è un diritto esclusivo dei musulmani.”

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)