Israele approva la legge su processo pubblico e pena di morte per i detenuti del 7 ottobre

Una manifestazione il 31 marzo a Gerusalemme contro il genocidio. Foto: Ammar Awad/Reuters]
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Redazione di Al Jazeera, AP, Reuters

12 maggio 2026 – Al Jazeera

Le organizzazioni per i diritti umani avvertono che il disegno di legge rende più facile l’imposizione della pena di morte ed elimina le garanzie di un giusto processo

I parlamentari israeliani hanno approvato un disegno di legge che istituisce un tribunale speciale con il potere di comminare la pena di morte ai palestinesi accusati di coinvolgimento negli attentati guidati da Hamas il 7 ottobre 2023.

Il disegno di legge è stato approvato nella tarda serata di lunedì con 93 voti favorevoli e nessun contrario dalla Knesset, il parlamento israeliano composto da 120 seggi. I restanti 27 parlamentari erano assenti o si sono astenuti dal voto.

Le organizzazioni israeliane e palestinesi per i diritti umani avvertono che il disegno di legge renderà troppo facile l’imposizione della pena di morte, eliminando al contempo le procedure che tutelano il diritto a un giusto processo. Muna Haddad, avvocata di Adalah – Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele – ha dichiarato ad Al Jazeera che il disegno di legge riduce intenzionalmente le garanzie legali a un giusto processo per assicurare la condanna di massa dei palestinesi.

“Il disegno di legge consente esplicitamente processi di massa che si discostano dalle norme standard in materia di prove, inclusa un’ampia discrezionalità giudiziaria nell’ammettere prove ottenute in condizioni coercitive che possono configurarsi come tortura o maltrattamenti”, ha affermato Haddad. “Ciò costituisce una grave violazione delle garanzie a un giusto processo, ben al di sotto dei requisiti del diritto internazionale”.

In contrasto con la normale prassi giudiziaria israeliana, che di solito vieta le telecamere in aula, il disegno di legge impone la ripresa e la trasmissione pubblica dei momenti chiave dei processi su un sito web dedicato. Questo includerebbe le udienze di apertura, i verdetti e le sentenze. Haddad ha segnalato che questa disposizione di fatto “trasforma i procedimenti in processi farsa a scapito dei diritti degli imputati”.

[Dei circa 11.000 palestinesi prigionieri, ndt.] Israele detiene tra i 200 e i 300 palestinesi, contando anche quelli catturati nel Paese durante gli attacchi del 7 ottobre, che non sono ancora stati incriminati. L’attacco guidato da Hamas contro le comunità israeliane lungo il confine meridionale di Israele con Gaza ha ucciso almeno 1.139 persone, per lo più civili, secondo un conteggio di Al Jazeera basato su statistiche ufficiali israeliane. Altre 240 persone circa sono state prese in ostaggio. La successiva guerra genocida di Israele contro Gaza ha ucciso circa 72.628 palestinesi, di cui almeno 846 da quando è entrato in vigore il “cessate il fuoco” mediato dagli Stati Uniti lo scorso ottobre. La guerra, che secondo gli esperti delle Nazioni Unite potrebbe configurarsi come genocidio, ha lasciato il territorio palestinese in rovina.

Lunedì diverse organizzazioni israeliane per i diritti umani tra cui Hamoked, Adalah e il Comitato Pubblico contro la Tortura in Israele hanno affermato che, sebbene “la giustizia per le vittime del 7 ottobre sia un imperativo legittimo e urgente”, qualsiasi accertamento delle responsabilità per i crimini “deve essere perseguito attraverso un processo che includa, anziché abbandonare, i principi di giustizia”.

Il disegno di legge è distinto dalla legge approvata a marzo che ha sancito la pena di morte per i palestinesi condannati per l’omicidio di israeliani, una misura duramente condannata dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni per i diritti umani come discriminatoria e disumana. Tale legge si applica ai casi futuri e non è retroattiva, quindi non potrebbe essere applicata ai sospettati per i fatti dell’ottobre 2023.

Il portavoce di Hamas Hazem Qassem ha dichiarato che la nuova legge “serve a coprire i crimini di guerra commessi da Israele a Gaza”. La Corte penale internazionale sta indagando sulla condotta di Israele nella guerra a Gaza e ha emesso mandati di arresto per il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant, nonché per tre leader di Hamas tutti successivamente uccisi da Israele. Israele sta inoltre battendosi contro l’apertura di un procedimento per genocidio presso la Corte internazionale di giustizia. Israele respinge le accuse.

(Traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)