Redazione di MEMO
11 novembre 2025 – Middle East Monitor
Dinanzi a una forte perdita di consenso tra i cristiani evangelici Israele ricorre agli influencer e all’Intelligenza Artificiale per risalire la china.
Israele ha lanciato una campagna promozionale costata milioni di dollari per recuperare il sostegno della base cristiana conservatrice negli USA, che nel corso del genocidio in atto a Gaza è drasticamente calato. Da alcuni documenti risulta che Tel Aviv ha siglato contratti multimilionari con società statunitensi legate agli alleati di Donald Trump e con network vicini agli ambienti evangelici per ricostruire la propria immagine e riguadagnare consensi.
Negli USA Israele ha perduto parecchi dei suoi tradizionali sostenitori, il che costituisce ciò che molti ritengono una minaccia esistenziale per l’occupazione. Per evitare ulteriori fratture tra i conservatori USA e i cristiani evangelici ora Israele sta riversando milioni di dollari in sofisticate campagne digitali e non solo volte a reclutare influencer, targetizzare fedeli, manipolare la IA e saturare di contenuti le varie piattaforme.
Secondo Haaretz le misure adottate da Israele includono contratti costati 6 milioni di dollari e stipulati lo scorso agosto con Clock Tower X, un’azienda di proprietà di Brad Parscale, già manager della campagna digitale di Trump. Le indicazioni prevedono la produzione di 100 pezzi di core-content al mese e 5.000 varianti, con l’obiettivo di raggiungere 50 milioni di visualizzazioni al mese. L’80% di questi contenuti è diretto all’utenza giovanile statunitense mediante piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube. La campagna è veicolata dal Salem Media Group, un network che dà voce ai cristiani conservatori e che possiede oltre 200 stazioni radio e siti web.
Un’altra campagna proposta, per un ammontare di oltre tre milioni di dollari, è quella presentata da Show Faith by Works, società che fa capo al consulente repubblicano Chad Schnitger. L’iniziativa punta a contrastare la perdita di consensi negli ambienti evangelici — di cui lo stesso Schnitger fa parte — mediante annunci mirati rivolti a chiese e organizzazioni cristiane in tutti gli stati USA occidentali, servendosi di messaggi che mettono in relazione il sostegno espresso dalla Bibbia per il popolo d’Israele e narrazioni pro-Israele. Il tenore delle affermazioni è del genere che “sono stati i palestinesi a scegliere Hamas”, oppure che i palestinesi “hanno festeggiato il massacro del 7 ottobre” o “danno rifugio ai terroristi”.
In questa campagna verrebbe messa in atto anche quella che i dossier definiscono “la più grande operazione di geofencing nella storia degli USA”, consistente nel fare una mappatura digitale di tutte le principali chiese e di tutti i college d’ispirazione cristiana esistenti in California, Arizona, Nevada e Colorado durante gli orari di messa al fine di individuare e tracciare i frequentatori attraverso i dati commerciali ad essi associati. Tali utenti — un pubblico stimato in otto milioni di fedeli e quattro milioni di studenti cristiani — verrebbero poi bombardati di annunci mirati pro-Israele.
Un’altra campagna ancora, nome in codice “Esther Project”, è stata concordata in passato con la Bridges Partners, società di consulenza con sede a Washington diretta da Uri Steinberg (ex attaché diplomatico al turismo per il Nord-America) e Yair Levi. Per un milione di dollari l’iniziativa ha assoldato 14—18 influencer incaricati di produrre fino a 30 post al mese da pubblicare su social come Instagram, TikTok, YouTube e X. E già in precedenza erano stati stanziati centinaia di migliaia di shekel [1 shekel=0,26 euro, NdT] per un altro progetto che ha fatto arrivare in Israele influencer di destra provenienti dagli Stati Uniti. Il gruppo ha visitato le colonie e si è poi dato da fare in attività di promozione che secondo il governo hanno avuto un grande ritorno diplomatico, oltre che in termini di propaganda.
Parallelamente all’uso di influencer umani, Israele sta facendo ricorso anche alla IA. Il contratto con The Clock Tower X definisce gli estremi di un’operazione basata su tecniche “Search and Language” volta a manipolare i criteri di SEO e le piattaforme di IA generativa come ChatGPT e Claude. L’obiettivo è influenzare il modo in cui questi strumenti inquadrano le ricerche e i risultati inerenti a Israele, Palestina e guerra di Gaza.
Un ulteriore contratto firmato con SKDKnickerbocker si aggira intorno ai 2,5 milioni di dollari e comporta l’utilizzo di bots su tutta una serie di piattaforme come TikTok, Instagram, LinkedIn e YouTube per “inondare la zona” di argomentazioni dettate dal Ministero degli esteri. Inoltre prevede l’ingaggio di cinque portavoce incaricati di rilasciare comunicati di Israele sulle piattaforme mediatiche.
(traduzione dall’inglese di Chiara Guidi)


