Lee Keath e Julia Frankel
22 luglio 2026 – Associated Press
Secondo immagini satellitari l’esercito israeliano sta costruendo in modo discreto ma rapido un’enorme barriera di terra che separa più della metà della Striscia di Gaza sotto il suo controllo dal resto del territorio, rafforzando ulteriormente la divisione della piccola enclave palestinese.
Il Cairo (AP). Secondo immagini satellitari l’esercito israeliano sta costruendo in modo discreto ma rapido un’enorme barriera di terra che separa più della metà della Striscia di Gaza sotto il suo controllo dal resto del territorio, rafforzando ulteriormente la divisione della piccola enclave palestinese.
Negli ultimi mesi sono stati costruiti più di 23 km che corrono attraverso comuni palestinesi demoliti dall’esercito. Ciò equivale a più di metà dell’estensione della striscia costiera, che è lunga circa 40 km ed ospita oltre 2 milioni di palestinesi.
Quando ha ricevuto le immagini satellitari l’esercito israeliano ha confermato all’Associated Press di aver costruito una barriera fisica nella zona della cosiddetta “Linea Gialla”, il confine oltre al quale le truppe israeliane si sono ritirate in base all’accordo di cessate il fuoco con Hamas dell’ottobre [2025]. La linea era stata prevista dall’accordo mediato dagli USA come una divisione transitoria del territorio in previsione di un totale ritiro israeliano.

Ma mentre la tregua ristagna si scopre che Israele sta consolidando la posizione, mentre aumentano i timori palestinesi che la linea si stia trasformando in un confine. Né il Comando Centrale USA, incaricato di monitorare il cessate il fuoco, né il Board of Peace, l’entità guidata dal presidente USA Donald Trump pensata per supervisionare ad un certo punto Gaza, hanno voluto commentare la barriera.
L’esercito ha detto all’AP di aver istituito attorno alla linea insieme alla barriera una “zona di sicurezza” equipaggiata con strumentazione tecnologica e di intelligence. Quando è stato chiesto quanto si estenderà la barriera si è rifiutato di fornire dettagli sul suo percorso. Ha affermato che si intende impedire infiltrazioni e proteggere le truppe e le comunità israeliane nei pressi di Gaza.
La costruzione della barriera sta procedendo rapidamente
È da quando è entrato in vigore l’accordo di cessate il fuoco che i palestinesi di Gaza temono che Israele non restituisca la parte di Gaza che controlla. Ma sembra che, a causa del pericolo anche solo di avvicinarsi a quella zona, pochi si siano resi conto dei terrapieni che ora gli stanno costruendo attorno.
Secondo le immagini satellitari fornite da Planet Labs PBC [società statunitense specializzata nel controllo satellitare del pianeta, ndt.] questo mese una parte della rete di barriere nella zona meridionale di Gaza è stata estesa per più di 2 km in due settimane.
Il primo luglio il terrapieno era lungo circa 500 metri, ma il 15 luglio era di circa 2,4 km, separando le rovine della città di Rafah sotto controllo israeliano da Mawasi, il luogo in cui si trova uno dei più grandi accampamenti palestinesi di tende.
Se la costruzione continua nell’attuale direzione si congiungerà con il tratto più lungo della barriera, che corre praticamente senza interruzioni per circa 17 km dalla città meridionale di Khan Younis fino nei pressi di Gaza City, nel nord.
In base alle immagini satellitari in quel tratto la costruzione è iniziata a febbraio e sembra che il lavoro per estenderla ulteriormente a sud stia continuando. Più di 1 km è stato aggiunto tra il 21 giugno e il 7 luglio nei pressi di una base militare israeliana sulle rovine della città di Bani Suheila, vicino a Khan Younis.
Nell’estremo nord di Gaza vari tratti non collegati del terrapieno corrono appena fuori dalla città di Beit Lahia, in buona parte distrutta.
L’altezza dei terrapieni in ogni luogo rimane incerta. In alcuni posti le barriere sembrano correre fuori dalla Linea Gialla.
Israele ha in gran parte distrutto e spopolato metà della Gaza che controlla
La popolazione di Gaza è stata ammassata nella zona costiera a ovest della Linea Gialla, per lo più vive in miseri campi di tende e dipende dagli aiuti.
Dall’altra parte della linea le immagini satellitari mostrano che le forze israeliane hanno spianato la grande maggioranza degli edifici utilizzando bulldozer ed esplosivi, cancellando praticamente varie cittadine e Rafah, che una volta ospitava più di 400.000 persone.
Hanno tracciato una nuova rete viaria ed eretto nuove basi sulle rovine delle città palestinesi. Anche i terreni agricoli sono stati distrutti. L’esercito israeliano afferma che sta demolendo infrastrutture utilizzate da Hamas.
La Linea Gialla non è mai stata definita con precisione né nell’accordo di cessate il fuoco né dai politici israeliani o statunitensi ed è stata tracciata in modo irregolare sul terreno. L’esercito ha detto all’AP che sta lavorando per segnare in modo chiaro il suo percorso per “ridurre le frizioni ed impedire danni a persone non coinvolte.”
Le forze israeliane hanno ucciso i palestinesi che si sono avvicinati alla linea o l’hanno attraversata. L’esercito israeliano afferma di aver sparato a quelli che credeva fossero miliziani che minacciavano le sue truppe. Ma le persone uccise comprendevano minori e altri civili che sembravano non sapere della linea. Alcuni soldati hanno detto che non sempre sapevano a chi stavano sparando e di aver ricevuto l’ordine di uccidere chiunque attraversasse il confine.
Dal cessate il fuoco gli attacchi israeliani hanno ucciso centinaia di palestinesi
Da quando è iniziato il cessate il fuoco le forze israeliane hanno ucciso più di 1.100 palestinesi, soprattutto in attacchi aerei e con i droni in tutta Gaza. Nello stesso periodo gli attacchi di miliziani hanno ucciso 5 soldati israeliani.
Secondo l’ospedale Shifa martedì mattina presto un attacco israeliano a Gaza City ha ucciso Firas al-Masri, sua moglie e i loro quattro figli dai 6 ai 13 anni d’ età. L’esercito israeliano ha detto solo di aver condotto in quel momento un attacco contro miliziani di Hamas nella zona.
Il fratello di Firas, Ahmad al-Masri, vive nei pressi e ha detto di aver sentito le voci dei bambini al momento dell’esplosione.
“Mi stavano chiamando, ‘Zio! Zio!’” ha affermato. “Ma il fuoco stava divampando e non abbiamo potuto fare niente.”
In base all’accordo di cessate il fuoco si prevedeva che col tempo Israele avrebbe ritirato le sue truppe oltre i confini di Gaza perché venissero sostituite da una forza di sicurezza internazionale. Ma l’applicazione dell’accordo è rimasta in stallo per mesi.
Un ex-diplomatico dell’ONU ora incaricato di coordinare il cessate il fuoco ha attribuito la colpa al mancato disarmo di Hamas. Pare che colloqui sporadici per trovare una formula per la consegna delle armi abbiano fatto scarsi progressi e in cambio Hamas accusa Israele di violare il cessate il fuoco.
La guerra è iniziata dopo che il 7 ottobre 2023 miliziani guidati da Hamas hanno attaccato le comunità israeliane uccidendo circa 1.200 persone, per lo più civili, e ne ha prese altre 251 in ostaggio. Israele ha risposto con un’offensiva militare punitiva che secondo il ministero della Sanità di Gaza ha ucciso più di 73.000 persone.
Il ministero, che fa parte del governo guidato da Hamas recentemente disciolto, tiene una documentazione dettagliata, considerata generalmente attendibile dalle agenzie dell’ONU e dalle organizzazioni internazionali. Non distingue tra civili e combattenti, ma sostiene che donne e minori rappresentano circa metà di tutte le vittime.
Keath è caporedattore per gli articoli di approfondimento sul Medio Oriente presso l’Associated Press. È inviato al Cairo dal 2005.
Frankel, residente a Gerusalemme, è inviata da Israele e dalla Cisgiordania occupata da Israele. I suoi articoli riguardano la guerra, i diritti umani, lo sfollamento e la giustizia penale.
(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)


