Zeitun

Notizie e libri sulla Palestina

  • Home
  • Chi siamo
  • Notizie
  • Editoriali
  • Analisi
  • Rapporti OCHA
  • Recensioni di libri e articoli
  • Video
  • Dossier
  • Link
  • Il potere della Musica – Figli delle pietre in una terra difficile
  • Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, Francesca Albanese*

Un rapporto afferma che Meta “favorisce dal punto di vista finanziario” la violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi

TOPICS:7amleh l’ Arab Center for the Advancement of Social MediaCisgiordaniacolonicomportamento discriminatorio e di eccessivo controllo su contenutigenocidioMiddle East Eyesospensione di account di autori palestinesi
Foto: AFP/Sebastien Bozon

Posted By: carlo April 20, 2026

image_pdfimage_print

Mera Aladam

14 aprile 2026 – Middle East Eye

I dati pubblicati da 7amleh rivelano la tendenziosità di Meta nel controllo dei contenuti di israeliani e palestinesi

Il nuovo rapporto di un osservatorio sulle reti sociali ha scoperto che Meta [ex-Facebook, ndt.] sta “favorendo dal punto di vista finanziario” contenuti di incitamento all’odio contro i palestinesi da parte di pagine israeliane favorevoli alle colonie.

Secondo 7amleh, l’ Arab Center for the Advancement of Social Media [Centro Arabo per il Miglioramento delle Reti Sociali], Meta ha consentito ad account affiliati ai coloni e a mezzi di comunicazione estremisti di generare introiti sulle proprie piattaforme nonostante i loro contenuti violino le sue stesse linee di politica aziendale, comprendendo materiale violento, razzista e che incita all’odio contro i palestinesi.

I risultati sono stati pubblicati domenica in un rapporto intitolato Monetising Occupation: Meta’s Financial Enablement of Settlement Activity and Violent Rhetoric Against Palestinians [Monetizzare l’occupazione: il favoreggiamento finanziario di Meta a favore delle attività di colonizzazione e dei discorsi violenti contro i palestinesi].

L’organizzazione ha affermato che il gigante tecnologico statunitense “non solo tollera discorsi violenti che incitano all’odio, ma incentiva attivamente la loro produzione e diffusione,” violando le sue stesse politiche aziendali riguardo allo sfruttamento economico e ai contenuti.

7amleh aggiunge che consentire che tali contenuti si sviluppino mina le responsabilità di Meta in base ai principi dell’ONU e delle leggi internazionali umanitarie e sui diritti umani.

I contenuti che in base alla politica aziendale di Meta dovrebbero essere esclusi dalla monetizzazione includono la promozione di avamposti illegali, la giustificazione della violenza dei coloni, lo scherno nei confronti dei palestinesi, gli appelli all’espulsione forzata, i discorsi genocidi e l’esaltazione delle distruzioni a Gaza.

Il rapporto ha scoperto che di contro le voci palestinesi “sulle piattaforme di Meta restano complessivamente escluse dalla possibilità di essere redditizie unicamente in base alla loro collocazione geografica” nella Cisgiordania occupata e a Gaza.

“Ciò significa che ai giornalisti, agli autori di contenuti, ai mezzi di comunicazione e alle organizzazioni della società civile palestinesi viene strutturalmente negato l’accesso a strumenti economici disponibili ad altri persino quando i loro contenuti sono professionali e conformi alle regole.”

Nadim Nashif, direttore esecutivo di 7amleh, ha detto a Middle East Eye che Meta ha mantenuto per un decennio quello che ha descritto come un comportamento discriminatorio e di eccessivo controllo su contenuti, giornalisti e media palestinesi.

Questa censura ha incluso rimozione di post, restrizioni, ridotta visibilità e sospensione di account che hanno preso di mira autori e pagine palestinesi.

“Al contrario, durante tutto il decennio [Meta] ha consentito espliciti discorsi genocidi e violenti in ebraico contro i palestinesi,” ha detto Nashif, aggiungendo che il problema si è intensificato in seguito al genocidio di Israele contro Gaza.

Ha aggiunto che, nonostante “molti allarmi e avvertimenti” da parte di 7amleh e di altre organizzazioni di controllo, l’impresa ha fatto molto poco per contrastare l’incremento di contenuti di incitamento all’odio in ebraico.

Secondo Nashif ora non ci sono solo “pregiudizi nel sistema di controllo [dei contenuti]”, ma anche la diffusa circolazione e monetizzazione di tali contenuti che, afferma, incentivano la produzione di altro materiale violento.

“Stiamo assistendo a un circolo vizioso,” ha affermato. “È qualcosa che Meta ha il dovere di bloccare.”

MEE ha contattato Meta per un commento ma al momento della pubblicazione di questo articolo non ha ricevuto alcuna risposta.

I palestinesi “vengono strutturalmente esclusi”

Questo rapporto giunge nel contesto di un incremento della violenza dei coloni e dell’espansione delle colonie nella Cisgiordania occupata insieme ai continui bombardamenti israeliani a Gaza.

Dall’inizio del genocidio, nell’ottobre 2023, Israele ha ucciso più di 72.336 palestinesi a Gaza. Nello stesso periodo le forze israeliane e i coloni hanno ucciso più di 1.050 palestinesi nella Cisgiordania occupata.

Lama Nazeeh, responsabile delle politiche di sostegno di 7amleh, ha affermato che Meta non solo sta consentendo che rimangano in rete discorsi antipalestinesi, ma sta anche “trasformando una parte di quel sistema integrato in una fonte di profitto.” Nel contempo i palestinesi “rimangono strutturalmente esclusi” da programmi di che originano introiti, ha detto a MEE.

Fra gli esempi citati nel rapporto, i post del rapper israeliano Yoav Eliasi, che si fa chiamare The Shadow [L’Ombra], contengono messaggi politici estremisti e violenti contro i palestinesi, tra cui esortazioni a festeggiare le distruzioni a Gaza e appoggio alle colonie.

Secondo il rapporto l’account è coinvolto in vari programmi che generano introiti. Al contrario in precedenza Human Rights Watch [una delle principali ong per i diritti umani al mondo, ndt.] ha scoperto che Meta è responsabile di “censurare sistematicamente contenuti palestinesi”, attribuendo ciò a “politiche scorrette di Meta e alla loro applicazione incoerente ed errata, all’uso eccessivo di strumenti elettronici per moderare i contenuti e indebite influenze governative per la rimozione di contenuti.”

L’impresa ha anche rimosso account di molti individui e associazioni palestinesi e filo-palestinesi.”

“Non si tratta solo di una questione di censura, ma di discriminazione, oppressione ed esclusione economica: i palestinesi vengono silenziati e viene loro negato l’accesso, mentre a quanti promuovono la loro spoliazione e disumanizzazione è consentito trarre profitto,” ha detto Nazeeh.

Ha aggiunto che ciò che avviene ha conseguenze sia sul terreno che a livello internazionale.

“Meta sta contribuendo a costruire un’economia digitale attorno all’apartheid, alla violenza dei coloni, agli attacchi, all’incitamento al razzismo e all’impunità, marginalizzando nel contempo il giornalismo, il sostegno e la testimonianza dei palestinesi,” ha spiegato.

Nazeeh ha chiesto che Meta “ponga immediatamente fine al suo sistema discriminatorio” e smetta di agevolare la narrazione israeliana di estrema destra, in particolare nel bel mezzo di quello che ha descritto come un contesto complessivo di “guerra, occupazione e violenza di colonialismo di insediamento.”

(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)

  • Previous post
  • Next post

Recent Posts

  • Le vittime invisibili di Gaza: un’impennata di nati morti e malformazioni congenite
  • Eurovision 2026: Oltre 1000 artisti chiedono il boicottaggio contro la “normalizzazione” del genocidio israeliano
  • L’ONU afferma che dal cessate il fuoco gli attacchi a Gaza sono aumentati del 46% in una settimana
  • Coloni israeliani uccidono due palestinesi, tra cui uno studente, in un attacco ad una scuola di Ramallah
  • Un rapporto afferma che Meta “favorisce dal punto di vista finanziario” la violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi

Categories

  • Analisi
  • Appello
  • comunicato stampa
  • Dossier
  • Editoriali
  • interviste
  • Notizie
  • Rapporti OCHA
  • Recensioni di libri e articoli
  • Report di associazioni o istituzioni
  • Testimonianze
  • Uncategorized
  • video

Tags

+972 accordi di Oslo Al Jazeera ANP antisemitismo apartheid area C B'Tselem BDS Cisgiordania coloni colonie coronavirus Corte Penale Internazionale (CPI) crimini di guerra demolizioni detenzione amministrativa Electronic Intifada Fatah Gaza genocidio Gerusalemme Haaretz Hamas Hebron IDF Israele la grande marcia del ritorno Maan news Middle East Eye Middle East Monitor Mondoweiss Nakba Netanyahu occupazione OCHA OLP Palestine Chronicle pulizia etnica scontri sionismo soluzione a due Stati Trump uccisioni e feriti uccisioni extragiudiziali

Archives

  • April 2026
  • March 2026
  • February 2026
  • January 2026
  • December 2025
  • November 2025
  • October 2025
  • September 2025
  • August 2025
  • July 2025
  • June 2025
  • May 2025
  • April 2025
  • March 2025
  • February 2025
  • January 2025
  • December 2024
  • November 2024
  • October 2024
  • September 2024
  • August 2024
  • July 2024
  • June 2024
  • May 2024
  • April 2024
  • March 2024
  • February 2024
  • January 2024
  • December 2023
  • November 2023
  • October 2023
  • September 2023
  • August 2023
  • July 2023
  • June 2023
  • May 2023
  • April 2023
  • March 2023
  • February 2023
  • January 2023
  • December 2022
  • November 2022
  • October 2022
  • September 2022
  • August 2022
  • July 2022
  • June 2022
  • May 2022
  • April 2022
  • March 2022
  • February 2022
  • January 2022
  • December 2021
  • November 2021
  • October 2021
  • September 2021
  • August 2021
  • July 2021
  • June 2021
  • May 2021
  • April 2021
  • March 2021
  • February 2021
  • January 2021
  • December 2020
  • November 2020
  • October 2020
  • September 2020
  • August 2020
  • July 2020
  • June 2020
  • May 2020
  • April 2020
  • March 2020
  • February 2020
  • January 2020
  • December 2019
  • November 2019
  • October 2019
  • September 2019
  • August 2019
  • July 2019
  • June 2019
  • May 2019
  • April 2019
  • March 2019
  • February 2019
  • January 2019
  • December 2018
  • November 2018
  • October 2018
  • September 2018
  • August 2018
  • July 2018
  • June 2018
  • May 2018
  • April 2018
  • March 2018
  • February 2018
  • January 2018
  • December 2017
  • November 2017
  • October 2017
  • September 2017
  • August 2017
  • July 2017
  • June 2017
  • May 2017
  • April 2017
  • March 2017
  • February 2017
  • January 2017
  • December 2016
  • November 2016
  • October 2016
  • September 2016
  • August 2016
  • July 2016
  • June 2016
  • May 2016
  • April 2016
  • March 2016
  • February 2016
  • January 2016
  • December 2015
  • November 2015
  • October 2015
  • September 2015
  • July 2015
  • June 2015
  • May 2015
  • April 2015
  • March 2015
  • February 2015
  • January 2015

Copyright 2026 | MH Newsdesk lite by MH Themes