Redazione di MEMO
26 maggio 2026 – Middle East Monitor
L’ex-procuratrice capo della Corte Penale Internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha affermato di aver ricevuto pressioni e minacce per le inchieste relative alla Palestina, inclusi contatti diretti con l’ex-capo del Mossad Yossi Cohen.
In una intervista ad Al Jazeera, Bensouda ha detto che Cohen l’ha incontrata due volte – a Monaco e a New York – ed ha esplicitamente chiesto che fermasse le inchieste riguardanti la Palestina. Lei ha descritto la richiesta come una interferenza diretta nel lavoro della corte.
Secondo Bensouda, la pressione successivamente è aumentata trasformandosi in minacce aventi come oggetto membri della sua famiglia. Ha affermato che suo marito è stato seguito e sono state raccolte informazioni su di lui per quello che lei pensa sia stato un tentativo di influenzare le sue decisioni.
Bensouda ha affermato che ha informato le autorità olandesi riguardo alle minacce ma non ha ricevuto quella che riteneva una protezione adeguata.
Ha anche detto che gli Stati membri della CPI non hanno fornito sufficiente supporto politico di fronte alla pressione israeliana relativa alle inchieste sulla Palestina.
L’ex-procuratrice capo ha sottolineato che la Corte deve continuare il suo lavoro in modo indipendente nonostante le pressioni politiche, argomentando che la giustizia internazionale non dovrebbe essere subordinata agli interessi politici.
Queste affermazioni sono giunte durante le polemiche in corso riguardanti le inchieste della CPI sul conflitto israelo-palestinese.
Precedentemente la CPI aveva emesso mandati di cattura contro Benjamin Netanyahu e l’ex-ministro della difesa Yoav Gallant per le accuse relative a crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


