14 ottobre 2025 Mondoweiss
L’amato giornalista di Gaza Saleh Aljafarawi è stato assassinato nel corso della repressione di Hamas contro i clan e le milizie armati sostenuti da Israele che hanno saccheggiato gli aiuti umanitari e seminato il caos durante la guerra. Ecco in che modo sono collegati
L’uccisione del noto giornalista palestinese Saleh Aljafarawi, avvenuta domenica sera pochi giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, è stata uno shock per molti a Gaza. Ma la tempistica della morte dell’amato giornalista ha sollevato molti interrogativi sullo stato di caos e illegalità che si sta diffondendo nella Striscia dopo la fine della guerra.
Secondo fonti locali i contatti con Aljafarawi si sono interrotti nel corso della giornata di domenica. In serata è emersa la notizia della sua uccisione nella zona di Sina’a a ovest di Gaza City. Quando il suo corpo è arrivato all’ospedale arabo al-Ahli, fonti locali hanno riferito che sul suo corpo c’erano segni evidenti di tortura e che sette proiettili lo avevano trafitto. Anche i polsi mostravano che era stato legato.
Aljafarawi aveva raccolto un notevole seguito sui social media durante gli ultimi due anni di genocidio israeliano a Gaza, documentando numerosi massacri e attacchi aerei nella metà settentrionale della Striscia durante la guerra.
Fonti locali indicano che Aljafarawi è stato ucciso da un gruppo armato del clan Doghmush, una delle più grandi famiglie palestinesi di Gaza con una lunga storia di inimicizia con Hamas che dura da decenni. Il clan Doghmush è stato accusato da Hamas di collaborare con Israele.
Secondo fonti locali e amici intimi di Aljafarawi il giornalista sarebbe stato ucciso mentre documentava gli scontri tra il clan Doghmush e l’Arrow Force, un’unità di Hamas formata durante la guerra per combattere le bande armate da Israele che saccheggiavano gli aiuti.
Mondoweiss ha tentato di contattare i membri dell’Arrow Force per un commento sulla morte di Aljafarawi, ma i continui scontri in tutta Gaza con le bande armate sostenute da Israele hanno reso difficile stabilire un contatto.
Un funzionario del Ministero dell’Interno che sovrintende alla Arrow Force ha dichiarato a Mondoweiss che Aljafarawi è stato “deliberatamente preso di mira” da un gruppo “al di fuori della legge”. Il funzionario ha aggiunto che i membri del gruppo sono stati “trattati nel quadro della legge rivoluzionaria”.
Lunedì è circolato online un video diventato virale che, a quanto pare, mostra membri della Arrow Force che mettono in riga e giustiziano un gruppo di uomini accusati di tradimento e di collaborazione con l’esercito israeliano.
Hamas lancia una campagna di sicurezza contro le bande e le milizie sostenute da Israele
Quando Israele ruppe il precedente cessate il fuoco con Hamas a marzo di quest’anno, uno dei principali obiettivi delle forze armate israeliane furono i funzionari del Ministero dell’Interno, tra cui la polizia e le forze di sicurezza interna. Il sistematico attacco a questi organismi mirava a creare un vuoto di potere e a seminare il caos nella Striscia. Durante la guerra, l’intelligence israeliana ha finanziato e armato bande criminali e clan locali per attaccare Hamas e saccheggiare gli aiuti umanitari, aggravando la polarizzazione sociale. Lo scorso giugno il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha apertamente riconosciuto come propria questa politica.
Uno dei più noti fra questi gruppi armati, le cosiddette Forze Popolari, è guidato da Yasser Abu Shabab, membro del clan beduino Tarabin. Si ritiene che si trovi a Rafah, in aree ancora sotto il controllo israeliano.
Subito dopo la fine della guerra, quando Hamas ha lanciato la campagna di sicurezza su larga scala per ristabilire l’ordine e arrestare i collaboratori accusati di aver lavorato per Israele durante la guerra, a Gaza si è diffuso il caos. La campagna mira anche a smantellare i gruppi armati che operavano sotto protezione israeliana.
Hamas ha annunciato la mobilitazione e il dispiegamento di 7.000 agenti di sicurezza in tutta Gaza per “iniziare a ristabilire l’ordine, porre fine al caos e perseguire i collaboratori dell’esercito israeliano”.
Quando un giornalista gli ha chiesto lunedì del “riarmo” della polizia e delle forze di sicurezza di Hamas, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto ai giornalisti: “Lo capiamo perché vogliono davvero porre fine ai problemi, sono stati chiari al riguardo e abbiamo dato loro l’approvazione per un certo periodo”. Trump ha poi ribadito la sua difesa della repressione di Hamas ammettendo che Hamas “ha eliminato un paio di bande molto pericolose”.
“E questo non mi ha dato fastidio, a dire il vero”, ha detto il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti.
La campagna è iniziata a Gaza City e nell’area di Tal al-Hawa, quando membri della Arrow Force di Hamas hanno preso d’assalto un isolato residenziale appartenente alla famiglia Doghmush nelle aree di Sabra e Sina’a. L’operazione è avvenuta dopo un assedio totale della zona, prendendo di mira diversi membri del clan accusati di collaborare con Israele.
Il sito Telegram al-Hares (“The Guardian”), una piattaforma affiliata all’apparato di Sicurezza della Resistenza che si occupa di scoraggiare e mettere in guardia contro la collaborazione con Israele, ha riferito che è stato lanciato un piano di sicurezza interna per “mettere in sicurezza il fronte interno”. Secondo il sito, gli agenti di sicurezza hanno promesso di perseguire tutti i criminali e i trasgressori della sicurezza in tutta la Striscia.
Il primo attacco è stato contro i complessi residenziali della famiglia Doghmush a Gaza City, quando le forze di Arrow (Sahm) hanno preso d’assalto un isolato residenziale appartenente al clan e ucciso oltre quindici persone, secondo i resoconti sul campo. Le forze di Arrow hanno continuato ad assediare la zona e hanno chiesto la consegna di diversi membri della famiglia ricercati per reati penali, non correlati al collaborazionismo.
Questi individui erano stati precedentemente condannati e incarcerati da Hamas prima della guerra, ma erano stati rilasciati durante il genocidio. Fonti locali hanno riferito a Mondoweiss che durante la guerra erano stati coinvolti in saccheggi, furti e nella diffusione del caos. Quando si sono rifiutati di arrendersi all’unità di Arrow hanno cercato rifugio all’interno dell’ospedale da campo giordano di Tal al-Hawa.
Cosa è successo il giorno in cui è stato ucciso Saleh Aljafarawi
Delle fonti hanno riferito a Mondoweiss che membri del clan Doghmush avevano rapito sia Saleh Aljafarawi che Naeem Naeem, figlio di Bassem Naeem, importante leader di Hamas e membro del politburo, uccidendoli entrambi. Lo stesso giorno il clan avrebbe ucciso due combattenti della resistenza, uno dei quali Muhammad Imad Aqel, figlio del comandante di Hamas Imad Aqel assassinato da Israele nel 1993.
La famiglia Aqel ha rilasciato una dichiarazione in cui accusa il clan Doghmush di essere responsabile. “All’inizio del cessate il fuoco, venerdì 10 ottobre, nostro figlio ha lasciato uno dei tunnel di combattimento con uno dei suoi commilitoni per andare a trovare i compagni”, ha scritto la famiglia. “Sono stati attaccati da un gruppo di uomini armati che li stavano aspettando nei pressi dell’ospedale da campo giordano”.
La dichiarazione affermava che gli uomini armati appartenevano alla famiglia Doghmush e a milizie sostenute da Israele e affiliate alla “occupazione sionista”.
“Hanno rapito nostro figlio, lo hanno interrogato, gli hanno rubato la sua arma personale e una somma di denaro, e lo hanno giustiziato a sangue freddo”, prosegue il comunicato della famiglia.
La dichiarazione della famiglia ha ritenuto responsabile il clan Doghmush e lo ha invitato a revocare la “protezione tribale” al “gruppo criminale” responsabile dell’uccisione di Aqel, membro delle Brigate Qassam.
Gli scontri tra il clan Doghmush e le forze Arrow di Hamas sono continuati per giorni, causando la morte di almeno quindici membri dell’unità Arrow.
La famiglia Doghmush ha successivamente rilasciato una propria dichiarazione in cui condannava le uccisioni.
“Noi, della famiglia Doghmush, denunciamo fermamente l’uccisione del cittadino Muhammad Aqel e del giornalista Saleh Aljafarawi”, si legge nella dichiarazione. “Si tratta di atti individuali che non rappresentano la nostra famiglia e servono solo gli obiettivi dell’occupazione. Affermiamo che non ci sono conflitti tra la nostra famiglia e le famiglie Aqel o Aljafarawi e che il nostro rapporto con loro è di reciproco rispetto e stima”.
Un membro della famiglia del clan Doghmush di Gaza City, parlando con Mondoweiss in condizione di anonimato, ha affermato che sette membri del clan erano ricercati dalle forze di sicurezza di Hamas e condannati per reati penali commessi prima della guerra.
“Alla fine della guerra, le forze di Sahm sono arrivate e hanno chiesto a questi sette uomini di arrendersi, ma loro hanno rifiutato e si sono rifugiati all’interno dell’ospedale”, ha detto la fonte. “Le forze di Arrow hanno quindi assediato completamente il quartiere di Doghmush, impedendo a chiunque di entrare o uscire. Sono andati porta a porta con liste di nomi, verificando l’identità. Chiunque comparisse sulla loro lista rischiava la tortura o l’esecuzione.”
Il testimone ha anche descritto scene di abusi, sostenendo che i combattenti di Arrow hanno sparato alle gambe di diversi membri della famiglia e torturato giovani uomini, persino strappando loro le unghie.
Mondoweiss ha tentato di contattare membri dell’Unità Arrow e il Ministero dell’Interno per un commento su queste accuse. Al momento della pubblicazione, non è stato possibile raggiungere i contatti a causa della campagna di sicurezza in corso.
La famiglia Doghmush ha una storia decennale di rivalità con il movimento Hamas a Gaza. Quando Hamas prese il controllo della Striscia nel 2007 lanciò una vasta campagna per reprimere e disarmare tutti i clan armati, molti dei quali erano affiliati a Fatah e all’Autorità Nazionale Palestinese. Tra queste famiglie c’erano il clan Doghmush, il clan Hilles e alcuni altri.
Gli scontri di quell’anno nei pressi dei complessi residenziali della famiglia Doghmush nei quartieri di Sabra e Tal al-Hawa causarono la morte di oltre 200 membri della famiglia.
Oggi, mentre l’ultima campagna di sicurezza di Hamas continua, molti a Gaza hanno espresso sui social media la convinzione che il clan Doghmush abbia colto l’occasione, durante il caos della guerra – e l’attacco israeliano alle forze di sicurezza di Hamas – per regolare vecchi conti. Diversi account sui social media hanno accusato i membri del clan Doghmush di aver persino collaborato con l’esercito israeliano per combattere Hamas.
Martedì il presidente della più grande assemblea dei clan di Gaza, Abu Salman al-Mughani, ha espresso il suo sostegno alla repressione di Hamas, affermando che gli accusati erano responsabili di aver ucciso bambini, collaborato con Israele, saccheggiato aiuti e case e perpetuato la carestia a Gaza.
(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)


