Mera Aladam
30 dicembre 2025 – Middle East Eye
Associazioni palestinesi per i diritti affermano che negli ultimi due anni in Cisgiordania e Gerusalemme sono stati registrati 21.000 arresti
Importanti associazioni palestinesi per i diritti dei prigionieri hanno accusato Israele di commettere un “genocidio sistematico” nei confronti dei detenuti, con almeno 32 decessi di prigionieri registrati nel 2025.
Secondo un rapporto annuale pubblicato dalla Commissione Palestinese per le Questioni dei Detenuti, dalla Società dei Prigionieri Palestinesi (PPS) e da Addameer, i prigionieri sono morti a causa di “sistematiche politiche gravemente disumane”.
“Queste strutture sono state trasformate in luoghi di tortura, finalizzati a spezzare fisicamente e mentalmente i prigionieri attraverso sofferenze prolungate e deliberate e politiche di pene capitali al rallentatore”, afferma il rapporto.
Secondo informazioni rivelate da Israele, da ottobre 2023 sono stati documentati almeno 100 decessi di prigionieri. Le identità di 86 di loro sono state rese note, mentre il totale reale dei morti palestinesi nelle prigioni israeliane resta ignoto.
Il rapporto specifica che 94 corpi di palestinesi – 83 dei quali sono morti durante la guerra genocidaria di Israele a Gaza – continuano ad essere trattenuti dalle autorità israeliane.
Gli scorsi due anni hanno registrato “un livello senza precedenti di brutalità ed esecuzioni sistematiche di prigionieri”, affermano le associazioni per i diritti umani, aggiungendo che il totale dei decessi durante tale periodo equivale al numero di prigionieri uccisi sotto custodia israeliana negli ultimi 24 anni.
“Questi fatti provano che ciò che sta accadendo ai prigionieri palestinesi è un sistematico genocidio”, sottolinea il rapporto.
I detenuti sono sottoposti a tortura, fame, negligenza medica, violenza sessuale, isolamento di massa e privazione di tutte le fondamentali esigenze umane.
“Le istituzioni per i prigionieri affermano che l’intensità dei crimini e le brutalità documentate per due anni hanno oltrepassato tutti i limiti giudiziari, violando tutte le leggi, le norme e le convenzioni internazionali.”
Arresti di massa, esecuzioni sul campo
Inoltre il rapporto mette in luce arresti di massa in tutta la Cisgiordania occupata e a Gaza.
Da ottobre 2023 sono stati registrati oltre 21.000 arresti in Cisgiordania e a Gerusalemme, inclusi 1.655 arresti di minori e 650 di donne. Nel solo 2025 sono stati registrati 7.000 arresti.
La cifra non comprende gli arresti a Gaza o nelle comunità palestinesi che vivono in Israele.
Secondo il rapporto giornalisti palestinesi e personale medico sono tra i gruppi più pesantemente presi di mira.
Le associazioni aggiungono che questi continui arresti e interrogatori su larga scala sono accompagnati da sistematiche esecuzioni sul campo, pesanti pestaggi, estese distruzioni intenzionali, saccheggi di case, confische di veicoli, denaro e oro, uso di scudi umani, nonché da terrorismo organizzato e demolizioni di case appartenenti a parenti di detenuti palestinesi.
A dicembre 2025 più di 9.300 palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane, anche se la cifra reale è probabilmente più alta, poiché Israele non rilascia informazioni su centinaia di persone catturate a Gaza. Circa metà di loro (4.750) sono detenute senza processo né accuse.
Il rapporto sottolinea che da ottobre 2023 alle famiglie dei prigionieri catturati a Gaza è stata negata qualunque informazione ufficiale circa il luogo dove si trovano i loro cari.
“L’impunità sistematica è cruciale per l’apparato di occupazione, rispecchiando la complicità giudiziaria nel coprire i crimini contro i prigionieri palestinesi e rafforzando le politiche di apartheid e persecuzione”, aggiunge il rapporto.
(Traduzione dall’inglese di Cristiana Cavagna)


