27 gennaio 2026 – Haaretz
I cambiamenti in Cisgiordania, attuati nel quadro della risolutezza, sono devastanti e avvengono a velocità della luce. L’opposizione israeliana resta in silenzio
Il colpo di stato governativo che ci sta riportando indietro ha una sorella maggiore nel Piano Decisivo di espulsione volontaria del Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che sta spingendo Israele verso nuovi abissi, giorno dopo giorno. Eppure l’opposizione sionista, che ha concesso il suo appoggio nella forma di ulteriori riservisti, sangue e slogan alla guerra di sterminio e vendetta nella Striscia di Gaza, continua ad ignorare l’intrinseca connessione tra loro.
Quindi che cosa succederà quando i discendenti di Giosuè entreranno nelle città palestinesi in Cisgiordania, vi appiccheranno il fuoco, spareranno contro le case e colpiranno i passanti coi loro bastoni? Voi, membri e sostenitori dei democratici e di Yesh Atid (partito politico israeliano di centro, ndtr.), correrete ad arruolarvi nell’esercito per proteggere questi santi guerrieri dai palestinesi della Cisgiordania che rifiutano di arrendersi?
I cambiamenti che vengono realizzati nella cornice della determinatezza sono devastanti e avvengono alla velocità della luce. Sono di proporzioni bibliche. Le armate ufficiali di Dio e i loro mercenari sono impegnati nelle espulsioni e nell’annientamento, emulando le gesta a Gaza. Queste legioni di santi guerrieri espellono una comunità pastorizia dopo l’altra, attaccano villaggio dopo villaggio e scuole e moschee.
Una sorgente, una piana fertile e un uliveto…l’accesso ad essi è stato vietato a coloro che ne sono stati proprietari per secoli. Le entrate dell’Autorità Nazionale Palestinese sono in mano al nostro Ministro delle Finanze. Le piante di sabra [dalla parola ebraica tzabur, che designa una pianta simile al fico d’india, ndt.] e la bellezza della terra sono solamente nostre. Ci sono ancora qua e là esigue comunità pastorizie palestinesi, o villaggi le cui strutture furono costruite prima del 1967, ma nessun problema. Stanno diventando sempre più povere, sempre più stremate.
L’area C della Cisgiordania, che ci é stata tramandata dal monte Sinai, è piena di allevamenti di pecore da carne rigorosamente kosher, che producono profitti ingenti e richiedono finanziamenti e sostegno del governo. Adesso si sono già allargati nell’area B. Poi sarà la volta dell’area A e delle sue città. (le aree create dagli accordi di Oslo del 1993: la A sotto controllo palestinese, la B sotto controllo sia israeliano che palestinese, la C sotto totale controllo israeliano, ndt.). Gli eletti dell’armata di Dio non conoscono paura, non esiste forma di violenza che non intendano impiegare. Ogni battaglione aggiunto, ogni comandante di brigata e compagnia, ogni detective della polizia e ogni capo di stato maggiore sono suoi partner operativi. I vostri fratelli armati in Giudea e Samaria (come viene chiamata la Cisgiordania, ndt.) prendono di mira le città palestinesi. Non ci sarebbero riusciti se non fosse per la vostra indifferenza.
Dopo che i palestinesi sono stati concentrati in enclave urbane strutturate dai nostri migliori capi militari, sarà tempo di programmare la loro espulsione finale. In Giordania? Un’altra guerra? Quisquilie per l’armata dell’Onnipotente.
Il progetto di Smotrich è in atto dagli ultimi tre anni, condotto apertamente e sistematicamente. Le sue fondamenta erano già state poste dai suoi predecessori spirituali in Cisgiordania a partire dalla metà degli anni ’90 del 1900, dalle circonvallazioni di Yitzhak Rabin all’appello di Ariel Sharon ai coloni di “andare sulle colline” e la voluta impotenza delle forze dell’ordine di fronte alla violenza organizzata dei coloni contro i palestinesi e le loro proprietà.
Simili avvertimenti sono stati fatti più di una volta e le probabilità che ora vengano ascoltati con le orecchie e con il cuore dall’ opposizione, che si definisce liberale e democratica, sono scarse. Inoltre due delle sue colonne portanti, Yisrael Beiteinu (‘Israele casa nostra’, partito di destra nazionalista sionista e laica, ndt.) e Naftali Bennet [ex primo ministro di Israele dal 13 giugno 2021 al 1º luglio 2022, ndt.] ed il suo misterioso partito, hanno condotto parti del programma decisionale prima che il suo attuale autore entrasse in carica.
Per di più il glorioso sistema legale che siete corsi a difendere negli scorsi tre anni ha permesso e facilitato “piccole” deportazioni, da Umm al-Hiran nel Negev a al-Hadidiya nel nord della Valle del Giordano. Non resta che esprimere frustrazione e rabbia, finché il regime ce lo permette.
Il silenzio auto imposto e l’intimidazione degli ebrei; lo svuotamento del Paese dalla sua popolazione palestinese; una dittatura per gli ebrei dopo che è stata imposta con successo sui palestinesi, cosa che non siamo riusciti a completare nel 1948; e una nuova incarnazione del Regno di Giudea e della regola della ‘halakha’ (legge ebraica, che si basa sui testi sacri, ndt.). “Due persone potranno camminare insieme, se prima non si sono messe d’accordo?”
(Traduzione dall’inglese di Cristiana Cavagna)


