Redazione di MEMO
24 agosto 2026 – Middle East Monitor
Secondo le testimonianze raccolte da Quds Press [agenzia di stampa con sede a Londra, ndt.], i palestinesi che affermano di essere scappati dalle aree controllate dalle milizie armate supportate da Israele ad est della cosiddetta Linea Gialla nella Striscia di Gaza, hanno raccontato di gravi abusi, incluse uccisioni extragiudiziali, maltrattamenti fisici, distribuzione di droga e sfruttamento di civili.
Le testimonianze descrivono aree strettamente controllate dove gli abitanti hanno affrontato restrizioni del movimento e potevano lasciare le zone solo con l’autorizzazione dei membri delle milizie. Quds Press ha descritto i gruppi come supportati dall’esercito israeliano.
Un sopravvissuto, identificato solo come Ahmed di 31 anni, ha affermato di essere scappato con i suoi due fratelli dopo otto mesi in un’area controllata da una milizia presumibilmente guidata da Shawqi Abu Nassira.
Ahmed ha detto che stupefacenti, incluso l’hashish e una sostanza che ha identificato come “Rotana”, erano ampiamente distribuiti. Ha anche raccontato che persone che hanno tentato di scappare o rifiutato gli ordini hanno subito esecuzioni sommarie e ha accusato i membri delle milizie di abusare di e sfruttare minori e ragazze.
Un altro sopravvissuto, identificato come Abu Ramzi, ha detto di essere stato attirato nell’area dopo aver risposto ad un annuncio sui social media che offriva un lavoro di pulizia delle strade apparentemente connesso ad organizzazioni internazionali.
Secondo la sua testimonianza, lui ed altri sono stati raccolti vicino alla rotonda Al-Samar, all’ingresso del quartiere Shuja’iyya di Gaza City e trasportati ad est, dove uomini mascherati li hanno portati in una struttura per gli interrogatori che secondo lui era gestita dall’esercito israeliano.
Abu Ramzi ha sostenuto che gli inquisitori hanno chiesto dettagliate informazioni sui parenti dei detenuti e sulle persone dipendenti delle autorità che governano Gaza. Ha inoltre aggiunto che i prigionieri che esitavano a rispondere sono stati soggetti ad abusi fisici, anche con colpi di martello sulle dita.
Egli ha detto che durante il successivo spostamento militare israeliano verso la Linea Gialla i membri delle milizie si sono ritirate e le forze israeliane hanno ordinato che i prigionieri venissero radunati. Secondo la sua testimonianza essi erano ammanettati ed è stato loro ordinato di camminare verso ovest senza guardarsi indietro.
Separatamente, Al-Hares, una piattaforma affiliata con le autorità di sicurezza gestite da Hamas a Gaza, ha avvisato gli abitanti che gruppi armati che operano in queste aree presumibilmente usano offerte di cibo, sigarette e lavoro per attirare i civili. Ha accusato i gruppi di cercare di usare i civili per facilitare i loro spostamenti e ha esortato i palestinesi ad evitarli.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


